Il Mutuo a tasso di interesse fisso della Banca di Sassari è il tradizionale finanziamento immobiliare utile per acquistare, costruire o ristrutturare un’unità ad uso abitativo.
Caratteristica fondamentale del prodotto è la presenza di un tasso di interesse costante per l’intera durata del piano di ammortamento, con conseguente stabilità dell’importo delle rate.
Il mutuatario potrà così avvantaggiarsi della possibilità di non preoccuparsi dell’andamento dei tassi di mercato, con incremento della propria serenità nella gestione del rapporto bancario.
La durata dell’operazione è poi pari a un minimo di 5 anni e un massimo di 20 anni, con possibili scadenze intermedie.
L’importo massimo finanziabile potrà invece giungere fino all’80% del valore commerciale dell’immobile offerto in garanzia ipotecaria, come da perizia della banca.

Il mutuo a tasso fisso in Italia è caro, e costa complessivamente circa il 4%; tale costo è elevato in rapporto al mutuo a tasso variabile che, invece, grazie ad un euribor a tre mesi ancora basso, costa attualmente circa il 2,5% ed anche meno. Ma chiaramente l’una o l’altra formula presenta sia vantaggi, sia svantaggi che occorre valutare con attenzione; il mutuo a tasso fisso, infatti, mette al riparo dalle oscillazioni del costo del denaro sui mercati, mentre con il mutuo variabile, sottoscrivendolo, si paga una rata più bassa ma non si ha certezza di “mantenerla” anche nel futuro qualora i tassi sul mercato dovessero impennarsi. La recente ascesa dell’euribor ha messo un po’ di paura in Italia alle famiglie che rispetto alla tendenza dei mesi scorsi stanno sempre di più scegliendo il mutuo a tasso fisso. Di norma il mutuo a tasso fisso è ideale per chi ha un reddito costante, magari perché lavoratore dipendente, e va a stipulare un prodotto con una rata che può essere giudicata sostenibile.

Da un lato garantisce a scadenza la restituzione dei premi versati, e dall’altro permette di poter investire sui mercati azionari al fine di poter cogliere le migliori opportunità di rendimento e di crescita del capitale investito. Si presenta così “iPiù“, la polizza della gamma unit linked, proposta alla clientela dal colosso delle assicurazioni Generali, che rappresenta un prodotto ideale per chi vuole sfruttare i vantaggi dei prodotti assicurativi tradizionali senza rinunciare alla diversificazione dei propri investimenti. Al fine di garantire la restituzione a scadenza dei premi versati, il prodotto investe in una componente obbligazionaria ed in una quota azionaria attraverso “A.G. TARGET 2010-2025 “, un fondo interno che punta proprio al conseguimento del rendimento finanziario con le caratteristiche sopra indicate. “Generali iPiù“, per la cui sottoscrizione occorre chiaramente leggere il prospetto informativo, garantisce l’insequestrabilità e l’impignorabilità delle somme investite unitamente al capitale liquidato, in caso di decesso, che è esente sia dall’imposta di successione, sia da quella ai fini del reddito sulle persone fisiche (Irpef).


In Italia un’ampia quota dei mutui a tasso variabile è indicizzata all’euribor, ed in particolare a quello con la scadenza a tre mesi. Trattasi di un tasso di interesse che varia giornalmente in funzione dell’andamento del mercato interbancario e che, quindi, è soggetto ad oscillazioni che poi si ripercuotono positivamente o negativamente sul mutuo con una diminuzione o con un aumento della rata. Dopo i minimi storici, attorno allo 0,60%, raggiunti a cavallo tra il marzo e l’aprile scorso, il tasso euribor a tre mesi ha fatto registrare una lenta ma costante e progressiva salita che ha portato l’indicatore a superare il livello dell’1%, ovverosia il tasso attualmente fissato dalla Banca centrale europea (Bce) per il costo del denaro in Europa. In particolare, nel fixing odierno l’euribor a tre mesi è stato fotografato appena sotto il livello dell’1,03%; trattasi di un valore lontano dai minimi storici di marzo-aprile 2010, ma il tasso rimane comunque eccezionalmente basso e sotto la media storica.

Come si chiude un conto corrente online? Ebbene, la procedura da seguire è assimilabile a quella per la chiusura di un conto corrente aperto presso lo sportello fisico di una Banca. Se in quest’ultimo caso ci si reca presso l’Istituto di credito a chiudere il rapporto, con un conto corrente online, di una Banca che non ha una sede fisica per accogliere i clienti, la chiusura del rapporto passa per la relativa richiesta attraverso il call center. Il correntista deve nello specifico chiedere il modulo di chiusura del conto corrente; dopodiché la procedura di chiusura si attiva inviando a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno il modulo di chiusura del conto debitamente compilato e firmato. Per procedere con una corretta estinzione del conto corrente occorre sia attenersi scrupolosamente a quanto scritto nel modulo, sia fare attenzione ai servizi collegati al conto stesso. Se ci sono delle domiciliazioni attive, per esempio per il pagamento della luce e/o del gas, queste prima di chiudere il conto vanno trasferite su un altro rapporto bancario.


Il mutuo a tasso variabile in Italia, per l’acquisto della prima come della seconda casa, è oramai rispetto al passato un finanziamento ipotecario le cui caratteristiche possono variare e di molto da banca a banca. Se prima la rata era indicizzata solo all’euribor, di norma con scadenza a tre mesi, adesso gli Istituti di credito propongono anche il cosiddetto “mutuo Bce” che è sempre un finanziamento ipotecario a tasso variabile, ma indicizzato al costo del denaro periodicamente fissato dalla Banca centrale europea. Ma che differenza c’è tra un mutuo euribor ed un mutuo Bce? Ebbene, di norma il tasso Bce rispetto all’euribor è più stabile, anzi attualmente il tasso Bce è all’1%, inchiodato oramai su tale livello da quasi due anni, mentre l’euribor con scadenza a tre mesi quota attualmente sul mercato interbancario appena sopra il livello dell’1%. Quindi, a prima vista il mutuo Bce sembrerebbe più conveniente del mutuo euribor, ma non è così visto che poi subentra lo spread, ovverosia la commissione fissa che per ottenere il finanziamento ipotecario occorre pagare alla banca.
