All’interno della propria gamma di finanziamenti immobiliari, la Banca Popolare di Milano dispone altresì di un mutuo in favore degli aggiudicatari di immobili che rivengano dalle aste giudiziarie.
Il mutuo è disponibile grazie a un accordo che l’istituto di credito ha siglato con i tribunali aderenti, permettendo agli aggiudicatari delle aste di ottenere una linea di credito con una procedura agevolata.
In particolare, il mutuatario potrà scegliere di indebitarsi a tasso fisso, variabile o rinegoziabile ogni cinque anni, scegliendo così di le condizioni di onerosità preferite sulla base delle proprie preferenze e della propria propensione al rischio.
Sul fronte delle principali condizioni economiche, e in particolar modo dei tassi di interesse, sono presenti degli sconti e delle agevolazioni piuttosto significative, consultabili in ogni filiale dell’istituto erogante.
Per ciò che concerne le altre caratteristiche, prevista una durata massima di 30 anni, un importo finanziabile non superiore all’80% del valore commerciale dell’immobile offerto in garanzia.




Dopo aver lanciato all’inizio il prodotto “Mutuo Risparmio“, l’offerta dei finanziamenti ipotecari di CheBanca!, la Banca per le famiglie del Gruppo Mediobanca, si è andata via via ampliando. Al momento sono infatti ben quattro i prodotti proposti alla propria clientela da parte di CheBanca!: il “Mutuo Risparmio”, il “Mutuo Variabile”, il “Mutuo Fisso” e l’ultimo arrivato, il prodotto denominato “Mutuo Variabile con Cap“. Quest’ultima soluzione di finanziamento immobiliare, in particolare, è ideale per chi a fronte dei vantaggi legati al pagamento di un mutuo con la formula del tasso variabile, che costa decisamente meno in termini di interessi da pagare sulle rate rispetto ad un mutuo a tasso fisso, vuole avere nello stesso tempo la certezza di pagare sulla rata un interesse massimo, un “cap”, definito e noto sin dalla stipula del contratto.





Le Associazioni dei Consumatori chiedono che in materia di polizze sui mutui il Tar del Lazio confermi il regolamento dell’Isvap che, nello specifico, vieta che al finanziamento immobiliare della banca possano essere associate delle coperture assicurative emesse dagli stessi Istituti di credito. In particolare, l’Adiconsum è intervenuta al riguardo dopo che sia le società finanziarie, sia le banche si sono rivolte al Tar del Lazio per chiedere di non confermare il regolamento dell’Istituto di vigilanza. Secondo l’Associazione dei Consumatori il collocamento di prodotti assicurativi associati ai mutui e collocati dalle banche stesse vanno ad innescare, come già avvenuto, un conflitto di interessi che, tra l’altro, in accordo con quanto mette in risalto l’Adiconsum con preoccupazione, genera a favore delle banche l’incasso di provvigioni pari fino all’83% del premio pagato dal mutuatario che stipula la polizza.
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