Sicuramente avete chiesto, almeno una volta nella vostra vita, un prestito. Che si sia trattato di un mutuo per la casa, di un finanziamento per l’automobile o semplicemente di un prestito per raggiungere la meta dei vostri sogni, non importa, tutti i debiti vanno pagati e purtroppo le nostre tasche se ne accorgono. Molte persone hanno richiesto uno o più prestiti a banche e finanziarie. I motivi possono essere i più disparati: matrimoni, acquisti di auto, piccole ristrutturazioni, addirittura chirurgia estetica.
Una delle ultime novità in fatto di prestiti è il social lending, che dagli Stati Uniti è da qualche anno approdato anche in Italia. Si tratta di siti dove é possibile erogare e chiedere prestiti tra privati. Viene anche chiamato prestito peer-to-peer o prestito tra persone. In queste stanze virtuali, le persone cercano o offrono prestiti a seconda delle proprie disponibilità: da un minimo di 1mille euro arrivando anche 40 mila. Spesso, allo scopo di ridurre al minimo i rischi, il prestito complessivo richiesto viene diviso tra più prestatori che solitamente offrono circa 500 euro ciascuno.
Ovviamente chi presta decide la somma, la durata del prestito, il tasso d’interesse e anche la tipologia di richiedente, infatti può decidere di erogare il prestito solo a determinate categorie di persone.
Ad ogni utente che richiede un prestito viene assegnato un rating, cioè un livello di affidabilità dell’utente, in modo del tutto simile a quello assegnato dalle banche. Inoltre chi cerca un prestito può mettere un annuncio sulla bacheca del sito richiedendo una determinata cifra, chiarendo in cosa investirà quei soldi e proponendo un piano di ammortamento.
I vantaggi? Sicuramente l’eliminazione dell’intermediario finanziario e la conseguente riduzione dei costi, inoltre comodità di poter richiedere o offrire un prestito da casa propria 24 ore su 24. Il sito guadagna una percentuale sul prestito sia da chi lo offre che da chi lo richiede, si tratta però di una commissione irrisoria rispetto a quella delle banche e si aggira intorno al 0,25-2%.
Al momento i principali tre servizi di social lending in Italia sono sospesi a causa di alcuni provvedimenti della Banca d’Italia. Zopa (probabilmente il più diffuso sito di social lending) è ricorsa al TAR e si attendono le risultanze.