Avete chiesto un prestito per acquistare l’auto? Poi un altro per ristrutturare casa ed un altro ancora per pagare l’agoniata vacanza? Siete sommersi dai debiti quindi e tra rate e scadenze non capite più nulla? esiste un metodo per evitare di pagare tante rate alle rispettive scadenze, si chiama consolidamento prestiti o debiti. Questo meccanismo consente di sostituire i debiti attualmente in corso con una rata unica di minore entità. Attraverso questa operazione è anche possibile ottenere della liquidità extra.
A questo punto molti si domanderanno: come è possibile diminuire la rata con un consolidamento dei prestiti? Le risposte sono due: il tasso del consolidamento prestiti può essere più vantaggioso rispetto quello dei prestiti da consolidare, oppure é possibile abbassare la rata allungando la durata del finanziamento. Con un’operazione di consolidamento prestiti è quindi possibile estinguere tutti i propri finanziamenti unificando tutte le rate in un unico rimborso mensile. Si rileva inoltre strumento utile quando, in presenza di imprevisti, il cliente si trova nell’impossibilità di onorare con regolarità le rate concordate. Ma la ragione principale per cui si decide di consolidare i finanziamenti è l’accavallarsi di rate le quali sempre di più gravano sul bilancio della famiglia italiana media permettendo un abbassamento della singola rata rispetto al totale delle rate originarie.
In una fase di così imbarazzante stallo per l’intera economia mondiale (è di oggi la notizia che la Cina starebbe valutando l’ipotesi di un piano di rilancio nazionale), i principali attori sul mercato del risparmio cercano nuove strade per “riacciuffare” una clientela delusa dalla constatazione di come la crescita della ricchezza fosse fondata su basi assolutamente fittizie: il risparmiatore va, ora più che prima, con i piedi di piombo; la banca, da par sua, deve cercare di richiamarlo a sé pur non potendosi più permettere di esagerare con le offerte sui costi di gestione del conto (molti cercano di azzerarli, o comprimerli al minimo) o sui tassi di interesse applicati, perché di soldi non ce n’è più.
Un sito agile, colorato; semplice da consultare, gradevole da leggere. La battaglia del marketing si conduce anche così, scegliendo un “proprio” target di clientela (uno già consolidato oppure ancora solo desiderato) per poi approntare campagne promozionali disegnate su misura. Sella.it, ad esempio, è una banca on-line che ha scelto la strada del dialogo con i clienti, e non manca di ricordarlo a quelli che vi si interfacciano per la prima volta: “La banca delle idee, invia un tuo suggerimento” è un banner che ci accoglie in posizione ben visibile. E c’è anche, qua e là, un post-it giallo appuntato a ricordarci che “Questo prodotto è migliorato grazie al Vostro aiuto”.
Crisi? Certo, ormai è sempre più evidente: contrazione dei consumi ed aumento della disoccupazione, o del ricorso alla cassa integrazione, sono lì a dimostrarlo. Risposte? Molte, ma in molti casi solo abbozzate: le divisioni sono più sfumate rispetto a quanto fossero quelle di una volta, dacché esiste la consapevolezza di un’emergenza; ma persistono, e rallentano le prese di posizione. Speranze? Tante, eppure timide. Da qualche giorno, però, in Italia c’è una speranza in più: quella che ha il volto mite, l’abito semplice eppure elegante ed il sorriso rassicurante dell’economista bengalese Mahammad Yunus, premio Nobel per la Pace a conferma della bontà del suo sistema di microcredito.
Presto è un finanziamento personale concesso in tempi rapidi dalla società finanziaria Linea, che permette tramite questa tipologia di prestito di poter richiedere un capitale in prestito per sostenere qualsiasi progetto necessiti di un supporto economico.
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Dimenticati, con la stessa frequenza con cui balzano agli onori della cronaca quando qualcuno tra loro commette una sciocchezza (generalmente una violenza), i “giovani” sono forse la “tribù” più bistrattata d’Italia. Difficilmente hanno un lavoro che non sia precario, a meno che non abbiano iniziato a lavorare da tempo, ma nessuno se ne preoccupa; ancor più difficilmente possono – di conseguenza – andare a rimborsare quel finanziamento (o quel mutuo) necessario per garantire una base di partenza ai loro progetti di vita. Chi pensa loro, ha dinanzi un mercato ancora poco praticato quindi molto ampio, a patto di predisporre prodotti in grado di andare realmente incontro alla realtà.
In questi ultimi giorni, ci siamo occupati spesso della tematica dei fondi pensione. Abbiamo così scoperto che gli studi di mercato più recenti fotografano gli italiani come un popolo scarsamente propenso ad assicurarsi in maniera corretta, nonostante la valutazione del rischio sia in molti casi “consapevole”. Un’altra rivelazione emersa da questi studi, è la diffidenza riservata alle formule di previdenza complementare: meglio lasciare il TFR in azienda, pensano in molti, tanto che – ad esempio – il fondo di categoria Espero (dedicato agli insegnanti) ha avuto 85mila adesioni a fronte di una platea di 1milione 300mila potenziali aderenti. Ma le compagnie di assicurazioni si muovono eccome, e lo dimostrano – tra le altre – le offerte di AXA.
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Tra le numerose forme di finanziamento previste dalla Banca Santander, vi è una possibilità che sicuramente sarà valutata come molto utile da coloro che si accingono ad acquistare dei casalinghi per la propria casa.
I dati sono eloquenti, sembra non lascino dubbi: stando a quanto affermano alcuni studi di settore, noi italiani saremmo un popolo di “sottoassicurati”. Da una parte, la consapevolezza delle esigenze assicurative fatica ad emergere: “la polizza deve rendere”, secondo una logica finanziaria sicuramente corretta, ma che non può divenire l’unico approccio per interfacciarsi con un assicuratore; dall’altro lato, poi, c’è da considerare l’immaturità di certe reti distributive, che puntano a vendere un prodotto piuttosto che a fornire un servizio (quindi consulenza): “così si fa più in fretta”, dirà qualche addetto, ma non si può poi “pretendere” che il contraente abbia pure fiducia in quanto gli proponi.
In principio il bersaglio delle rimostranze dei nostalgici furono le mezze stagioni, che “Non esistono più”. Quindi, il tiro a segno si è spostato altrove: sui giovani (“Non sono educati come eravamo noi al tempo”), sui politici (“Una volta erano più onesti”), e via così a cercare un bersaglio comodo per non finire – giammai – inchiodati al palo delle proprie responsabilità. Parafrasando questo luogo comune del “meglio allora”, Aurora Assicurazioni ha giocato sull’espressione per confezionare un simpatico slogan: “La pensione non è più quella di una volta…”, come si legge nelle pagine del sito della compagnia dedicate alla previdenza complementare.
La crisi che ha colpito l’economia globale ha innescato forti oscillazioni dei tassi a cui sono ancorati i mutui. Il
Ormai sappiamo bene di non poter essere indicati per originalità se affermiamo che il confine tra prodotti bancari ed assicurativi si è molto assottigliato: i due “insiemi” spesso si intersecano, finendo anzi per pestarsi i piedi reciprocamente con vantaggio – c’è da dire anche questo – per la clientela dei risparmiatori, “vincenti” ogni qual volta che il mercato funziona seguendo le proprie leggi.