Per fortuna in questa Italia attraversata da scandali sessuali (dei quali, diciamolo, ci importa anche poco finché non diventano la contropartita per una corruzione) e degrado della politica resta ancora qualche figura che ci consente di ben sperare. Tra le altre, segnaliamo oggi quella di Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia secondo alcuni lanciato verso la presidenza della BCE. In una fotografia dell’Italia economica scattata da Napoli, Draghi ha trovato (anche, dato che gli argomenti sono stati molteplici) il modo di lanciare una strigliata alle banche su costi delle commissioni, mutui e compensi ai manager. Soffermandosi principalmente sul primo di questi tre punti…
In breve: Mediobanca-Generali, fusione impossibile; BPM, 30mln di bonus ai dipendenti
Il Forex di Napoli – animato dalle accuse lanciate alle banche dal Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi – ha monopolizzato l’attenzione degli economisti nell’ultimo week-end. E’ stata un’occasione per
Nell’ambito del “Piano Famiglie” dell’
Molto spesso quando si cambia casa, o si è costretti per motivi di lavoro ad andare ad abitare, magari per qualche anno, in una casa appoggio in affitto, una delle problematiche da affrontare è quella relativa al conto corrente bancario. Ebbene, il Gruppo
Dopo aver annunciato nei giorni scorsi l’adesione alla moratoria
La crisi economica non è ancora alle spalle, come dimostrano i nuovi “casi” europei di Grecia e – seppur in misura minore – Spagna Portogallo. Eppure gli indicatori macroeconomici dicono che il peggio è alle spalle, tanto che la Banca Centrale Europea ha avvertito le banche dell’intenzione di intraprendere una exit strategy rispetto alle misure di sostegno messe in opera nel corso dei mesi passati. In realtà la BCE si è avvalsa del “burocratese” per esprimere questo concetto attraverso la dichiarazione del suo opposto: “continueremo a sostenere le banche – si legge nella nota – ma tenendo comunque conto del miglioramento della situazione in atto nei mercati finanziari ed evitando distorsioni connesse al mantenimento di misure non convenzionali per un periodo di tempo eccessivo”.
Sul territorio della Provincia di Treviso ci sono quasi tre
Stop dall’Europa, niente incentivi per l’auto. Aiuti ad altri settori: tessile ed elettrodomestici. Bloccata la bozza del governo sui mini incentivi su Euro4 e Gpl. Il governatore della Sicilia stanzia 350milioni di euro, ma la Fiat chiuderà Termini Imerese. Previsto un calo di vendite di almeno 150mila vetture. In Borsa il titolo della casa torinese cede il 2,53%. Di auto e incentivi si parlava in tutta Europa. Anche Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, si trovava in Spagna, a San Sebastian, per discutere del futuro del settore automobilistico al vertice informale dei ministri europei dell’Industria. Poi da Bruxelles è arrivata la svolta: l’industria delle auto ha già ricevuto incentivi sufficienti, meglio spostarli su altri settori: dal tessile al legno agli elettrodomestici. Protesta l’associazione dei concessionari auto: «Gli incentivi non servono solo al Lingotto, ma a tutto il settore, che impiega in Italia circa 400.000 addetti». La casa torinese prevede di vendere 150mila auto in meno rispetto all’anno scorso.
Bonus, ossia il termine latino per la parola della lingua italiana “buono”. Con un nome così, certo il “Bonus Famiglia” non poteva non piacere agli italiani, che infatti si sono attivati in massa per poter disporre di questa misura-anticrisi. E mentre dall’Agenzia delle Entrate fanno sapere che sono pervenute richieste in un numero vicino a quota 5milioni, per un valore totale di un miliardo e seicentottantacinque milioni di euro, noi vi diciamo che sono state moltissime anche le domande già soddisfatte, alla faccia di chi crede che affidarsi alla burocrazia in Italia equivalga a scrivere la propria condanna ad un destino di peregrinazioni infruttuose tra questo ufficio e quello.
Si chiama “Genius Card Web“, ed è una carta virtuale ideata da
Se anche gli occhiali made in Italy sono in difficoltà, ecco allora arrivare gli orange a salvarli. Il fondo delle Antille olandesi
Il colosso bancario europeo Unicredit ha predisposto online da poco un nuovo tool, sul proprio sito Internet, che permette di calcolare l’importo della
A partire da lunedì scorso, 1 febbraio 2010, data di inizio per la presentazione della domanda di moratoria sui mutui alle famiglie, anche la Banca Popolare di Vicenza ha annunciato la propria adesione offrendo tra l’altro ai propri mutuatari in difficoltà delle condizioni migliorative. Il protocollo ABI-Consumatori, infatti, prevede la possibilità di ottenere la sospensione del pagamento della rata per un periodo di tempo pari a dodici mesi, mentre la BP Vicenza può spingersi fino a diciotto mesi. Ma non finisce qui: la BP Vicenza, infatti, a sostegno delle famiglie può permettere di ottenere la sospensione della rata integrale, ovverosia comprensiva della quota capitale e della quota interessi; inoltre, non ci sono con BP Vicenza vincoli da rispettare sul reddito del mutuatario e sull’importo del mutuo erogato all’origine; le condizioni minime
Di Unicredit sappiamo tanto. Sappiamo che è è il primo gruppo creditizio europeo ed uno dei maggiori gruppi bancari mondiali. Che il suo amministratore delegato è Alessandro Profumo. Quello che non sappiamo è che si parla di un clamoroso cambio alla guida del gruppo. «La mia successione? Deciderà il Cda», ha detto proprio Profumo in un’intervista rilasciata a Future of Leadership. L’ad ha fotografato la situazione ai vertici del gruppo in un colloquio con Ron Nicol, senior partner di Boston Consulting Group. «Il mio coinvolgimento» – ha continuato profumo – «è sempre stato elevato. Prima della crisi, tuttavia, avevo nominato tre vice per gestire molte delle mie responsabilità. L’idea era di avere un ufficio dell’amministratore delegato che gestisse la compagnia».