Uno dei più grandi problemi che l’Italia si trova ad affrontare in questo periodo, sia sotto il profilo economico che, di conseguenza, sotto quello politico, è quello del cosiddetto credit crunch, la stretta nella concessione del credito, che ha colpito sia le attività produttive delle imprese che i redditi delle famiglie.
Ma su questo problema è intervenuto recentemente il Direttore Generale della Banca d’Italia, dimostrando una posizione piuttosto originale sulla questione.
Tra la giornata di domani, martedì 5 Novembre 2013 e quella giovedì, il 7, la Banca Centrale Europea sarà chiamata a prendere una decisione molto importante per l’intera economia del Vecchio Continente. Si riunirà, infatti, in queste date, il board direttivo dell’Istituto di Francoforte e dovrà decidere se procedere o meno ad un ulteriore taglio dei tassi di interesse.
Sono giorni decisivi quelli che stiamo vivendo per capire come si evolveranno i mercati e l’intera economia europea nel prossimo futuro. Al centro della questione c’è un grande rischio che da anni non era mai sembrato così concreto all’interno dei confini del Vecchio Continente.
Dopo un paio di anni decisamente critici, le famiglie italiane tornano finalmente ad accantonare e ricominciano ad investire in diversi modi i loro risparmi. Una recente ricerca condotta a termine da Acri – Ipsos vede infatti miglioramenti a livello nazionale su questi fronti in merito al periodo 2012 – 2013.
Dopo lunga attesa trova alla fine realizzazione un procedimento che si aspettava ormai da tempo. Nei giorni scorsi è infatti partito in via ufficiale il commissariamento della Banca delle Marche, al fine di portare a compimento la necessaria azione di risanamento dell’Istituto.
Il sistema bancario italiano è in continua evoluzione e anche alle più grandi e solide realtà finanziarie del Paese può capitare di cambiare qualcosa del loro assetto. A partire da questo mese, ad esempio, il grande gruppo bancario Unicredit ha deciso di ampliare il suo core business, dando il benvenuto anche alla vendita di elettrodomestici e prodotti hi-tech.
Continua ad aumentare il livello di sofferenza degli istituti di credito italiani. Attualmente, infatti, i non performing loan della finanza internazionale, cioè i crediti bancari in sofferenza delle banche italiane hanno raggiunto i 138,9 miliardi di euro.
Come abbiamo visto anche in alcuni post pubblicati prima di questo, esistono diversi modi leciti per evitare di subire le conseguenze dell‘aumento dell’imposta di bollo sui prodotti finanziari, che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo 1 gennaio 2014, sulla base di quanto previsto dalla Legge di Stabilità.
In un post pubblicato in precedenza abbiamo visto quale potrebbe essere una prima soluzione da prendere in considerazione prima del 1 gennaio 2014 per evitare di subire l’aumento previsto dell’imposta di bollo sulle comunicazioni di rendicontazione relative a tutti i prodotti finanziari.
Il Consiglio dei Ministri, con la redazione della bozza della legge di Stabilità per il 2014, licenziata solo pochi giorni fa e ora all’esame del Parlamento, ha previsto per il nuovo anno l’incremento dell’aliquota della imposta di bollo sull’invio delle comunicazioni per tutti i prodotti finanziari.
Tra i minimi spiragli di ripresa che è possibile intravedere nell’economia italiana dell’ultimo periodo c’è anche una leggera inversione di tendenza nel settore del credito che ha interessato in particolare le imprese della penisola.
Tutti i prodotti finanziari diventeranno più cari a partire dal 2015. Proprio ieri, infatti, il Consiglio dei Ministri ha licenziato il testo della Legge di Stabilità che nei prossimi giorni verrà discussa dal Parlamento, stabilendo che tutti i prodotti finanziari saranno sottoposti ad un incremento della tassazione prevista.
Continuiamo in questo post l’analisi delle nuove rilevazioni dei tassi di interesse effettivi medi globali che il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro – ha recentemente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, valide per il periodo che va dal 1 ottobre 2013 al 31 dicembre 2013.