Per Bankitalia il criterio della selezione del credito deve essere applicato in modo migliore

di Gianfilippo Verbani Commenta


Uno dei più grandi problemi che l’Italia si trova ad affrontare in questo periodo, sia sotto il profilo economico che, di conseguenza, sotto quello politico, è quello del cosiddetto credit crunch, la stretta nella concessione del credito, che ha colpito sia le attività produttive delle imprese che i redditi delle famiglie.

Ma su questo problema è intervenuto recentemente il Direttore Generale della Banca d’Italia, dimostrando una posizione piuttosto originale sulla questione. 

Le garanzie richieste dalle banche per la concessione di un prestito personale

Per Salvatore Rossi, infatti, Direttore Generale della Banca d’Italia, che ha avuto modo di parlare della situazione delle banche del nostro Paese e del contingente problema del credito in un convegno organizzato a Genova che aveva come tema i giovani e il futuro, non sempre le banche italiane tengono sapientemente conto del merito creditizio in relazione alla concessione di prestiti e di finanziamenti, ragione per cui, sarebbe necessario migliorare il sistema e i parametri di erogazione.

Il calo dei prestiti colpisce più il Nord che il Sud Italia tra il 2012 e il 2013

Eppure le banche, negli anni passati, approfittando delle condizioni agevolate concesse loro anche dalla Banca Centrale Europea, hanno avuto modo di fare grandi scorte di liquidità, che ora dovrebbero essere riversate a vantaggio di quella parte del Paese che produce e che consuma.

Le banche, quindi, dovrebbero rinsaldare i legami nei confronti di famiglie e imprese che affidano loro i risparmi e allontanarsi invece da questioni che implicano decisioni e scelte politiche, come le faccende Alitalia o Telecom. Solo così, e con l’aiuto dell’intervento pubblico, l’Italia potrà agganciare veramente la ripresa economica.