Il collasso dei mutui subprime ha lasciato segni evidenti sul mercato e la crisi non sembra più destinata a rientrare nell’ immediato. L’ effetto subprime ha avviato una pesante fase di crisi di liquidità che ha coinvolto “in primis” numerosi istitui di credito americani ed ha colpito anche l’Europa non risparmiando la banca tedesca IKB e l’ inglese Northern Rock.
Un ulteriore esempio di come la crisi finanziaria globale sia precipitata anche sull’economia reale?
Andiamo in California a Mountain House, cittadina dove il 90 per cento delle case vale meno del mutuo da pagare: ogni proprietario ha debiti per almeno 122 mila dollari in più rispetto al valore degli immobili. Storia raccontata dal New York Times, dove ad esempio si narra la situazione della famiglia Martinez. Nucleo familiare composto da padre, madre e tre figli. I coniugi lavorano ed hanno stipendi medio alti, ma non riescono comunque ad arrivare alla fine del mese. Questo perchè la loro casa, acquistata nel 2005 per 630 mila dollari, oggi ne vale 420 mila. Inoltre, fatto veramente eclatante, secondo il mutuo sottoscritto, saranno costretti a pagare nel 2015 una rata incredibile: 12 mila dollari al mese.

Il contratto di mutuo viene così definito dall’Art. 1813 del Codice Civile:
Il buon esempio, come è giusto che sia in un momento di difficoltà economica, comincia a darlo il Quirinale: tagliate le spese, e cinghia tirata, per 10 milioni di euro. A tanto sarebbe ammontato l’adeguamento al tasso di inflazione nel biennio 2010/2011, a cui la presidenza della Repubblica ha spontaneamente rinunciato. Periodo di crisi, si diceva: di stamattina la notizia dell’individuazione e del fermo, a Fagnano Olona, di una banda specializzata nella fornitura di documenti falsi per accedere al credito di banche e finanziarie per un giro da capogiro, oltre 5 milioni di euro. Caso emblematico che riporta, ovviamente, alla difficoltà di arrivare a fine mese da parte degli italiani: per chi ha un mutuo da pagare, poi, la sopravvivenza è quasi insostenibile.
Con la crescita della domanda per i finanziamenti strutturati come delle cessioni del quinto (di stipendio o di pensione), cresce anche l’offerta di prodotti utili da parte di grandi e medie aziende di credito nostrane. Oggi esaminiamo quella relativa a Banca Marche, che ha predisposto un finanziamento che prevede l’erogazione di un importo variabile a favore dei dipendenti e dei pensionati, con l’unico limite rappresentato dall’ammontare della rata, pari ad un massimo di un quinto dello stipendio.