I prestiti personali di Banca Personale sono dei finanziamenti che l’istituto di credito rivolge alla propria clientela correntista, che desideri contare sul supporto della banca per poter realizzare i propri progetti e sostenere le proprie spese.
Il finanziamento è infatti in grado di erogare importi compresi tra un minimo di 1.500 euro e un massimo di 30 mila euro, che il cliente possa rimborsare attraverso piani di ammortamento che possono arrivare fino a un massimo di 72 mesi.
Stando a quanto annuncia la stessa banca, inoltre, l’erogazione dell’importo avverrà a brevissima distanza dalla richiesta, ammesso che i documenti pervenuti nello sportello bancario siano completi.
Presenti inoltre numerose opzioni di flessibilità che potrebbero migliorare la gestione del rapporto finanziario da parte del cliente, come ad esempio il rimborso della prima rata dopo due mesi dall’erogazione del prestito, e il posticipo del pagamento delle rate.
E’ inoltre possibile estinguere anticipatamente il debito residuo in qualsiasi momento, previa comunicazione della transazione all’istituto di credito.

E’ tornata in auge, nel nostro Paese, la questione inerente i costi elevati dei conti correnti. La Commissione Europea, in merito alle disparità di costo tra un Paese Ue e l’altro, sembra fermamente intenzionata ad aprire un’inchiesta e andare fino in fondo, mentre l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, con un comunicato ufficiale ha bollato come errati i dati Ue che non tengono conto del fatto che in Italia molti conti correnti sono a pacchetto e costano meno della metà, in media, rispetto ai costi indicati dal Commissario Ue al Mercato Interno. Chi ha allora ragione? Ebbene, sul tema anche il Codacons è tornato alla carica nell’invitare l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato (Antitrust) ad avviare un’indagine analoga a quella avviata dall’Ue. Secondo il Codacons gli utenti bancari nel nostro Paese, contrariamente a quanto afferma l’ABI, sono sia vessati, sia spremuti come limoni, ragion per cui l’Associazione, una volta rilevate le scorrettezze, chiede altresì multe a carico delle banche italiane.

Continua il sostegno stabile per la crescita delle piccole e medie imprese da parte dell’ABI, Associazione Bancaria Italiana, e della CDP, Cassa Depositi e Prestiti. ABI e CDP, in accordo con una nota emessa proprio dall’Associazione Bancaria Italiana nella giornata di ieri, hanno infatti firmato la terza convenzione con l’obiettivo di portare avanti misure in grado di sostenere lo sviluppo delle piccole e medie imprese ed anche la crescita economica che nel nostro Paese è già in atto. In particolare, per finanziare lo sviluppo delle PMI ABI e CDP hanno convenuto per assicurare un “Plafond Stabile” unitamente ad un arricchimento delle scadenze attraverso l’istituzione del plafond a 10 anni dopo quelli a 3, 5 e 7 anni. In linea con quanto reso noto dalla Cassa Depositi e Prestiti nei mesi scorsi, il plafond complessivo ammonta a sostegno delle imprese in ben otto miliardi di euro.


Secondo quanto dichiarato da Michel Barnier, il Commissario Ue al mercato interno, in Italia il costo medio dei conti correnti si aggirerebbe sul livello dei 246 euro, ma l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, con un comunicato ufficiale ha reso noto nella giornata di ieri, giovedì 16 dicembre 2010, come i dati della Commissione europea siano errati. Secondo l’ABI, infatti, il costo medio annuo di un conto corrente in Italia è pari a 116 euro, ovverosia meno della metà di quanto riporta e sostiene per il nostro Paese l’Unione Europea. Chi ha quindi ragione? Ebbene, al riguardo proprio l’Associazione Bancaria Italia ha fornito i numeri legati al costo reale di un conto corrente nel nostro Paese, sottolineando innanzitutto come si debba tener conto, cosa che non è stata fatta, di come si faccia banca in maniera diversa al giorno d’oggi in Europa da un Paese all’altro; inoltre, il costo medio di 116 euro, rilevato dall’ABI in funzione dei vari profili di utilizzo, è praticamente identico al costo medio di 114 euro rilevato per il nostro Paese dalla Banca d’Italia.


L’Unione Europea è tornata a trattare il tema spinoso dei costi relativi ai conti correnti, rilevando ancora la presenza di disparità di costi che in molti, a partire in Italia dalle Associazioni dei Consumatori, ritengono ingiustificati. Non a caso al riguardo Casper, il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio istituito dalle Associazioni dei Consumatori Movimento Difesa del Cittadino, Adoc, Unione Nazionale Consumatori ed il Codacons, hanno accolto con favore l’inchiesta che la Commissione Europea ha avviato in merito alle cause che comportano disparità di costi per i conti correnti da un Paese europeo all’altro. Casper, in merito proprio ai conti correnti in Italia, è tornata a ribadire e denunciare, a carico dei correntisti, la presenza di spese che assomigliano in tutto e per tutto a dei veri e propri balzelli. Basti pensare alla commissione di massimo scoperto che è stata abolita, ma una volta uscita dalla porta è poi entrata dalla finestra con nomi nuovi e con l’applicazione di penalità ancor più onerose.


E’ una polizza vita, che si sottoscrive online oppure al telefono, e che garantisce copertura anche in caso di invalidità totale e permanente; a fronte di una protezione elevata, il prodotto offre massima flessibilità e libertà per quel che riguarda la durata del contratto, a partire da due e fino a 25 anni, a fronte dei vantaggi sulle tasse dati dalla detraibilità al 19% del premio così come previsto dalla normativa vigente. Si presenta così “Casomai Plus“, la Polizza Vita di Genertellife, società del colosso assicurativo europeo Generali, il cui preventivo, come sopra accennato, si può richiedere direttamente al telefono avvalendosi di un consulente specializzato. Con la Polizza Vita Casomai Plus è possibile assicurarsi per un capitale di 100 mila euro anche a fronte del pagamento di un premio mensile pari a soli 10 euro; il capitale assicurato è comunque personalizzabile e può arrivare fino ad un milione di euro con durata massima del contratto che, come sopra accennato, può arrivare fino a 25 anni. Per “Casomai Plus“, così come previsto per le polizze vita, il capitale liquidato in caso di decesso è esente sia dal pagamento di tasse, sia dalle imposte di successione.