Mentre gli occhi del mondo intero sono puntati sulla Grecia e sulla sua situazione economica, che definire precaria è dire poco, in Europa sono soprattutto le banche a tremare: tremano gli istituti di credito francesi e tedeschi, tra i più esposti nel Paese ellenico; trema la BCE, “costretta” da Francia e Germania ad acquistare titoli di uno Stato che ha fatto più di quanto era nelle sue possibilità di fare; tremano anche le altre banche, spaventate non tanto dal crollo della penisola che è stata culla della civiltà moderna quanto piuttosto dal timore del “contagio” a carico di altre nazioni (leggasi Irlanda, Portogallo, ma anche Belgio e Italia) e – soprattutto – di altre economie.
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Banche e prestiti: Basilea3, rischio restrizione credito
Con l’entrata in vigore delle regole di Basilea3, così come sono state approntate, c’è il rischio di una restrizione del credito con conseguenti ripercussioni sul sistema produttivo non solo italiano, ma europeo. E’ questa, in estrema sintesi, la posizione dell’ABI, Associazione Bancaria Italiana, in concomitanza con l’avvio dei lavori di un convegno annuale incentrato proprio sugli approfondimenti su Basilea3 e sull’impatto che avrà sull’economia reale. Secondo Giovanni Sabatini, direttore generale dell’ABI, che ha aperto i lavori del convegno, servono regole in sintonia con l’economia reale e con l’attuale congiuntura senza andare a modificare quello che è l’impianto, l’ossatura di Basilea3.
Poste Italiane: disservizi, definiti i risarcimenti
Via libera ai risarcimenti per i clienti di Poste Italiane penalizzati dai disservizi nella prima decade del corrente mese di giugno del 2011. A darne notizia è la Federconsumatori che al riguardo ha già messo a disposizione online, sul proprio sito Internet, l’apposito modulo per l’avvio della conciliazione. Trattasi dell’avvio di una procedura gratuita che porta al risarcimento per danni documentabili legati ai disservizi che, lo ricordiamo, sono stati generati da ripetuti blocchi dei terminali delle Poste. Si può in particolare ottenere il risarcimento per fatti documentabili quali l’impossibilità ad effettuare pagamenti, a ritirare denaro, ma anche a spedire corrispondenza e pacchi oltre ad altri danni sempre a fronte di una verifica e prova documentale. Poste Italiane, lo ricordiamo, nei giorni scorsi s’è scusata con la clientela per i disservizi assicurando il pronto ripristino della piena operatività.
Conto su IBL, conto deposito al 4% in 24 mesi
Chi conta sulle proprie forze, dicono, molto spesso riesce nell’intento; chi spera nell’aiuto altrui (si chiami Santo, o welfare o chi per esso) alla fine rischia il naufragio; chi invece, con scelta risoluta e decisa, dice “Conto su IBL”, ha zero spese e un conto deposito che promette un rendimento – lordo – del 4,04% sulle somme vincolate per 24 mesi. Se in passato si sceglieva il conto corrente anche in base alla redditività, non tenendo in considerazione il fatto che questo fosse una piattaforma di servizi piuttosto che uno strumento ideale per garantire la remunerazione del capitale, oggi il mercato “costringe” i risparmiatori a guardarsi intorno alla ricerca di prodotti che non vincolino più di tanto il capitale e, soprattutto, sappiano remunerarlo (quindi incrementarlo) come ognuno spera.
CheBanca! Conto Deposito rende fino al 3%
Continuano progressivamente ad aumentare gli interessi attivi pagati ai risparmiatori ed agli investitori sugli strumenti e sui prodotti di liquidità. Ad esempio, CheBanca!, la Banca per tutti del Gruppo Mediobanca, ha annunciato la revisione del tasso attivo sul Conto Deposito portandola da un massimo del 2,50% ad un massimo del 3%. Trattasi, nello specifico, di nuove condizioni valide fino al prossimo 31 luglio 2011 sulle somme depositate per un periodo pari a 12 mesi; il 3% lordo annuo, tolte le tasse sugli interessi, al 27% come prescrive la Legge vigente, significa il 2,19% annuo netto che effettivamente non è male. Il Conto Deposito CheBanca! è a zero spese su tutta la linea: questo significa che non ci sono spese di attivazione, di apertura, di gestione e di chiusura; a zero euro è anche l’onere relativo all’imposta di bollo in quanto la paga CheBanca!.
Benvenuto in Banca: nuova brochure dell’Abi
Durante il convegno intitolato “Immigrati e inclusione finanziaria: fatti e prospettive in un contesto che cambia“, l’ABI, Associazione Bancaria Italia, in collaborazione con il Centro Studi di Politica Internazionale (CeSpi), ha alzato il velo su “Benvenuto in banca“, una nuova pubblicazione per il cittadino. Trattasi, nello specifico, di una nuova brochure appositamente ideata, pensata e realizzata, anche con il contributo delle reti di promotori finanziari, per facilitare l’accesso degli immigrati in banca. “Benvenuto in banca“, infatti, illustra i principali servizi e prodotti, a fronte di quella che sarà solo una delle future iniziative per rafforzare nel nostro Paese l’inclusione bancaria e finanziaria dei cittadini immigrati.
Crisi, famiglie italiane risparmiano (molto) meno
La crisi italiana non sembra imminente, ma quantomeno non possiamo nasconderci che sia latente. Il nostro Paese, al contrario di altri, ha un debito pubblico molto elevato ed uno privato (scaturisce dalla somma dei debiti di tutte le famiglie) decisamente basso; questo ci mette al riparo da possibili speculazioni dei mercati e da rischi come quelli che ha corso (finendo sconfitta) la Grecia o che sta correndo l’Irlanda, ma non ci autorizza a dormire sonni tranquilli perché per arrivare alla riduzione del debito pubblico (e al “pareggio di bilancio” che l’Europa ci chiede per il 2014) potremmo dover passare attraverso una contrazione del welfare che si tradurrà in maggiori spese a carico della famiglie, e quindi in erosione della loro capacità di risparmio.
MPS e Rete Imprese Italia insieme per le PMI
Accompagnare in Italia le piccole e medie imprese oltre la crisi. E’ questo l’obiettivo con cui, nei giorni scorsi, è stato siglato un accordo tra MPS, Banca Monte dei Paschi di Siena, e R.ETE. Imprese Italia, il sistema delle Confederazioni delle Pmi di Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti, CNA e Casartigiani. L’accordo, in particolare, mira, a favore di un bacino pari a ben 2,6 milioni di PMI, a rilanciare l’imprenditoria, all’accesso al credito, ma anche ai parametri qualitativi con cui le aziende vengono valutate. Il tutto con l’obiettivo di andare a ricercare quei servizi, quelle soluzioni e questi strumenti che risultino essere più adatti alle necessità ed ai bisogni del mondo imprenditoriale.
Poste e banche: Garante Privacy in azione
Il Garante della Privacy ha fissato nuove regole per quanto riguarda il corretto trattamento dei dati dei consumatori; queste nuove regole, in particolare, sono rivolte sia al Gruppo Poste Italiane, sia agli Istituti di credito che, di conseguenza, dovranno fare in modo da “blindare” il sistema informativo a garanzia dei dati dei propri correntisti. Questo provvedimento arriva dopo numerosissime istanze arrivate proprio al Garante per la Privacy, e subito dopo seguiti anche da accertamenti che sono stati effettuati negli anni dal 2008 al 2010 presso parecchie centinaia di Istituti di credito avvalendosi al riguardo anche della stretta collaborazione da parte dell’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana (ABI). Ma come mai questi controlli?
Conto BancoPosta: interessi azzerati, Consumatori protestano
E’ un giugno all’insegna delle brutte notizie per i clienti di Poste Italiane. Dopo i disservizi di questa prima decade di giugno 2011, infatti, arrivano notizie tutt’altro che vantaggiose per i titolari del conto BancoPosta. A rivelarlo sono congiuntamente le Associazioni Adusbef e Federconsumatori nel far presente come dall’1 settembre del 2011 i tassi di interesse annui sulle giacenze in conto si azzereranno, passando dallo 0,15% allo 0%. Le due Associazioni così constatano come da un giorno all’altro milioni di clienti BancoPosta siano soggetti ad una decisione sfavorevole e presa unilateralmente da Poste Italiane; vale chiaramente il diritto di recesso, il che significa che i titolari BancoPosta o accettano questa variazione sfavorevole del tasso attivo, oppure dovranno puntare su altri lidi per andare a depositare i risparmi.
Poste Italiane: disservizi, rimborsi per danni economici documentabili
La prima decade del corrente mese di giugno 2011, per molti clienti di Poste Italiane, è stata da vero incubo. Tutto è iniziato mercoledì 1 giugno 2011, quando molti pensionati non hanno potuto incassare la prestazione dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (Inps) a causa del blocco ripetuto dei terminali della società postale. Come se non bastasse poi il 2 giugno 2011 era la Festa della Repubblica, ragion per cui i clienti di Poste Italiane per incassare la pensione hanno dovuto attendere alcuni giorni. I disservizi poi si sono ripetuti, al punto che tante Associazioni di Consumatori si sono mobilitate a difesa ed a tutela dei diritti dei cittadini. In tal senso l’incontro Poste-Associazioni sembra essere andato bene visto che Poste Italiane, con un comunicato ufficiale, ha reso noto di essere disponibile a riconoscere alla propria utenza i rimborsi a fronte di danni economici che siano documentabili.
Poste Italiane: disservizi, tavolo conciliazione al via
Dall’inizio del corrente mese di giugno per i clienti di Poste Italiane sono stati giorni difficili a causa di ripetuti blocchi ai sistemi informatici che hanno generato lunghe file e chiaramente utenti tanto insoddisfatti quanto danneggiati se, ad esempio, avevano da pagare un bollettino relativo alla rata in scadenza di un prestito e così via. Ebbene, secondo quanto riporta la Federconsumatori, Poste Italiane ha aperto alle Associazioni dei Consumatori in sede di tavolo di conciliazione al fine di decidere sul da farsi, ed in particolare per rilevare gli eventuali danni subiti dagli utenti e procedere di conseguenza con i dovuti risarcimenti. Sono parecchie le Associazioni che si sono mobilitate in tal senso in questi giorni, tra le quali, oltre alla Federconsumatori, anche il Codacons ed l’Aduc che si sono messe a disposizione per consulenza ed assistenza proprio a favore dei clienti/utenti di Poste Italiane.
UBI Banca: aumento di capitale da un miliardo, oggi il via
La situazione è sotto controllo, anche se non si può negare l’esistenza “in corsia” di un degente che ha bisogno alcune – mirate – cure per tornare in ottima forma. Il paragone medico ben esemplifica, secondo noi, la situazione di UBI Banca, istituto di credito che coagula sotto un solo nome un consorzio di diverse banche locali, rendendole più forti per affrontare le insidie di un mercato globale che richiede di abbattere i costi ed aumentare i servizi, cosa che ciascuna realtà non sarebbe stata in grado di fare e che invece il “trust” di UBI assolve alla perfezione, anche se c’è bisogno di un piccolo aggiustamento di rotta.
Conti deposito: Soluzione Business per professionisti e piccole imprese
Il Gruppo bancario Intesa Sanpaolo ha ideato un interessante prodotto, un conto di deposito remunerato, per permettere alle piccole imprese ed ai professionisti di ottenere un’adeguata remunerazione dalla propria liquidità. Il prodotto si chiama “Soluzione Business 2,60%“, ed è disponibile per le sottoscrizioni fino al prossimo 30 giugno del 2011 e comunque compatibilmente con il plafond massimo reso disponibile dal Gruppo bancario. Il prodotto è riservato in particolare ai nuovi clienti, professionisti ed imprenditori che apportano presso le filiali Intesa Sanpaolo nuova liquidità proveniente da altre banche. A fronte delle sottoscrizioni entro il 30 giugno del 2011, con il prodotto è possibile ottenere un rendimento lordo pari al 2,60% a fronte di un vincolo avente una durata pari a tredici mesi. Come ogni buon conto di deposito remunerato che si rispetti, anche “Soluzione Business 2,60%” è ad attivazione gratuita, e quindi senza spese di apertura; zero euro di costi sono inoltre previsti anche per la gestione e per la chiusura.