Quale ruolo hanno in Italia le banche nel contribuire alla crescita dell’economia e, in particolare, a sostenere sia i nuclei familiari, sia lo sviluppo delle imprese? Ebbene, stando ad un sondaggio condotto dall’Adusbef non ci sarebbe da stare allegri visto che i consumatori da tale fronte risultano essere sempre più sfiduciati. Al punto che secondo l’Associazione sono proprio le banche le più odiate dai consumatori e dagli utenti; ma come mai tutto ciò? ll sondaggio dell’Adusbef, nei risultati, ricalca tra l’altro quanto emerso da un ultimissimo rapporto dell’Eurispes. Gli italiani nutrono una credibilità ed una affidabilità nei confronti delle banche pari allo zero in quanto gli Istituti, in accordo con quanto sottolinea Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef, sono “avidi, arroganti, menefreghisti e inaffidabili, soggetti detestati e detestabili“.
Secondo l’Associazione le banche non offrono a conti fatti servizi se non per lucrare e, quindi, adottare pratiche ostruzionistiche verso quelle operazioni che hanno costo zero. Ad esempio, quando ci si reca in banca a cambiare l’assegno, Adusbef sottolinea come si spinga il cliente a versare il corrispondente importo sul conto corrente in modo tale da lucrare sui giorni di valuta e sulle commissioni di versamento. D’altronde anche dal Rapporto Eurispes è emerso come la clientela bancaria si lamenti, esprimendo al riguardo un giudizio molto critico, sui tassi di interesse troppo onerosi sui prestiti.
Così come il costo medio annuo di un conto corrente in Italia è superiore alla media europea, secondo l’Associazione, nonostante più volte al riguardo sia intervenuta l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) smentendo anche i dati rilevati in ambito istituzionale europeo. Il sondaggio dell’Adusbef, effettuato su un campione di poco più di 1.300 consumatori, quindi non avente comunque rilevanza scientifica, rivela come il 53% riponga nessuna fiducia nelle banche contro appena il 4% che, invece, ha tanta fiducia negli Istituti di credito. E quando si parla di assicurazioni, addirittura l’82% del campione interpellato ha affermato di non fidarsi delle compagnie.