La Banca di Credito Cooperativo di Roma affianca alla tradizionale carta di debito BCC Cash anche una carta bancomat denominata BCC Cash Plus, in grado di riservare alla clientela dell’istituto di credito dei limiti di utilizzo più elevati rispetto alla versione standard dello strumento transazionale.
La carta è una tradizionale carta con funzionalità bancomat e Pagobancomat, in grado di consentire al cliente l’effettuazione di prelevamenti di denaro contante presso tutti gli sportelli automatici contraddistinti dal marchio Bancomat (gratuiti negli ATM delle Banche di Credito Cooperativo).
Inoltre la carta permette al legittimo possessore di poter effettuare delle operazioni di pagamento in tutti gli esercizi commerciali dotati di point of shopping abilitati al circuito Pagobancomat (in Italia) e Maestro (all’estero).
La Carta BCC Cash rende disponibile anche il servizio di autorizzazione tramite SMS, che consente al titolare di poter ricevere un messaggio di notifica di tutti gli utilizzi della propria carta, scoprendo in tempo reale eventuali usi illeciti.
Oltre a tali funzioni dispositive, la carta BCC Cash Plus rende effettuabili operazioni di tipo informativo, come la richiesta di un saldo contabile, o degli ultimi movimenti sul conto corrente.
Italiani, popolo di Santi navigatori e… risparmiatori. Già, è innegabile quanto evidente che la nostra tanto bistrattata “italietta” sia uscita dalla crisi economica mondiale, pur tra morti e feriti, meglio di quanto non abbiano fatto nazioni più propense all’indebitamento, a vivere nel lusso fingendo di ignorare di aver sostenuto spese al di sopra delle proprie possibilità del momento. Gli italiani, poi, si sa quanto amano essere previdenti; lo dimostra il fatto che nel corso della propria vita si preoccupano spesso di accantonare quelle somme necessarie per vivere meglio il futuro, o rendere più sereno quello dei figli.
L’Associazione Bancaria Italiana (ABI), ha approvato l’attesa
Nell’ambito dell’accordo che, ai sensi del Decreto anticrisi varato dal Governo ed approvato dal Parlamento, hanno stipulato nei mesi scorsi l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, e la Sace, società leader nel settore delle garanzie sul
Il sud e le imprese. Le imprese e il sud. Si rilancia uno, le altre lo seguono a ruota. E viceversa. Il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola l’ha capito e ha annunciato aiuti per le aziende che intendono quotarsi in borsa. In più un fondo per alimentare i business più innovativi (hi-tech, energia, infrastrutture). Tutto questo entro la metà di febbraio. Il ministro annuncia che si proverà a far convergere le risorse straordinarie (leggi: fondi europei Fas) in progetti ben specifici. La ricetta del “poco, ma buono”, insomma. Certo, c’è da verificare la reale disponibilità finanziaria. E difficilmente ci saranno risorse aggiuntive. Per spingere le imprese a quotarsi in borsa sarà necessaria una nuova norma. Attenta ai parametri richiesti dalla Commissione Europea.
In un anno segnato dalla crisi economica, gli italiani hanno incrementato la propria passione per il gioco a dismisura. Mai che a qualcuno venisse in mente di rimboccarsi le maniche per costruirsi il proprio successo invece che aspettare che la fortuna piova dal cielo… Resta comunque il fatto che tutti, volenti o nolenti, hanno scoperto l’esistenza del Superenalotto, divenuto persino una rubrica fissa del telegiornale, e del suo “sei”, e del “cinque +”. Numeri che a scuola avrebbero segnato la disgrazia di ogni studente, al gioco ne sanciscono la fortuna. Un’idea veramente geniale, puntare sulla mediocrità. Perché non ambire almeno al 7+ con tutti i vantaggi che questo comporta?
Sembra incredibile, eppure in un momento in cui tutti (noi per primi) parlano di contrazione del credito al consumo, di banche che concedono prestiti con il contagocce, di
La carta BCC Cash disponibile in tutte le filiali della Banca di Credito Cooperativo di Roma è una
Via libera nel Comune di Firenze all’assegnazione di contributi a sostegno del mutuo casa per ben cento giovani coppie. In data odierna, infatti, il Comune ha reso nota la pubblicazione del relativo Bando che permetterà ai beneficiari di fruire di una copertura pari ad un massimo di diecimila euro, per una durata pari a dieci anni, sulle rate del mutuo. Al Bando sono ammesse sia le giovani coppie sposate secondo il rito civile e/o religioso, sia le coppie di fatto che abbiano maturato una convivenza stabile per un tempo pari ad almeno tre anni; inoltre, sono ammesse anche le giovani coppie, pena la decadenza del beneficio in caso di assegnazione, che si sposeranno entro dodici mesi a partire dalla data odierna, 26 gennaio 2010. Per quanto riguarda i requisiti anagrafici e di residenza richiesti dal Bando, visionabile unitamente al modulo di domanda sul sito Internet del Comune di Firenze, entrambi i componenti la giovane coppia non devono avere un’età superiore ai 35 anni.
Se fino a qualche tempo fa, per trovare capitali necessari a rilanciare le piccole e medie imprese italiane si doveva scavare in fondo ad un pozzo, ora il fondo – almeno quello – pare esserci. Per rilanciarle è nato, appunto, un nuovo strumento finanziario. Lanciato direttamente dal Tesoro e partecipato dalla cassa depositi e prestiti (Cdp) e da tre tra le principali banche italiane (Unicredit, Monte dei Paschi di Siena e Banca Intesa). E sarà disponibile tra 3-4 settimane. Questa nuova iniziativa, che si inserisce nel cambio di strategia della Cdp stessa, i cui azionisti sono, oltre al ministero dell’economia, sessantasei fondazioni, rispecchia anche le nuove idee dell’amministratore delegato Massimo Varazzani, già docente di Economia Aziendale 2, presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Cassino. Nello specifico, la società potrà partecipare a fondi comuni di investimento il cui oggetto sociale sia per fini istituzionale.
Chi si accontenta gode, suol dirsi. “Così così”, aggiunse Ligabue nel testo di una celeberrima sua canzone. In effetti è l’ambizione il motore del mondo, e spesso chi vince riesce a farlo perché ha voluto di più. Capita anche lo scorno di volere di più ed ottenere uguale, per non parlare del rischio di “troppo volere e nulla stringere”, per citare un altro adagio. Ma l’ambizione di volere di più resta il motore del mondo, e – perché no? – anche del mercato. In particolare, in questo caso, vogliamo concentrarci sull’ambizione di chi, correntista BancoPosta o interessato a divenire tale, vuole qualcosa di più rispetto a un conto di cui poter disporre ovunque, che sia senza grandi spese e – per contro – offra una remunerazione veramente misera. Voglio di più, anzi: voglio Conto BancoPosta Più.
Piccole realtà crescono, o almeno provano a farlo. Certo, non deve essere semplice entrare in un mercato del prestito che esige l’esistenza di un capitale iniziale da mettere a disposizione, un po’ di pelo sullo stomaco da parte dell’imprenditore (il rischio di finire “gambe all’aria” esiste, nonostante esista anche una domanda di liquidità da parte dei consumatori apparentemente smisurata) e magari qualche scelta in un’ottica di risparmio, di taglio dei costi che però non vada ad inficiare la qualità della proposta. Del resto si sta parlando di soldi, quanti sarebbero quelli disposti ad affidarsi a qualcuno che già dalla prima immagine che offre di sé appare poco raccomandabile?
La Carta Aura Findomestic è una
Consultando la lista delle banche aderenti al cosiddetto “prestito bebè“, aggiornata allo scorso 22 gennaio 2010, si può per il momento dire che la misura relativa al sostegno alle