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Prestito cambializzato, garanzie richieste

 Il prestito cambializzato é una forma di finanziamento non finalizzato, il cliente restituisce il prestito utilizzando delle cambiali con scadenza mensile, le rate sono calcolate in base ad un tasso fisso di interesse. Tale tipo di prestito può essere richiesto dai lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati, ovviamente occorre dare delle garanzie affinchè l’istituto creditizio conceda un prestito cambializzato. Per quanto riguarda i dipendenti statali, pubblici e di aziende private, la garanzia è rappresentata dal TFR (Trattamento di Fine Rapporto) accantonato; per i lavoratori autonomi è necessaria una polizza vita stipulata che sia stata stipulata da almeno due anni. Anche i pensionati possono chiedere un prestito cambializzato: dovranno però esibire, a garanzia del prestito, una certificazione INPS. Chi non rientra in queste categorie può in extremis, chiedere a un parente o una persona di fiducia di fare da garante.

I prestiti cambializzati quindi sono riservati a titolari di una polizza vita accesa da almeno 3 anni, con capitale riscattabile, e a dipendenti con garanzia sul TFR. La durata minima del prestito è solitamente di 3 anni, massimo 120 mesi. Una volta fornite le opportune garanzie all’istituto, questi provvede all’erogazione del prestito cambializzato, tramite un assegno circolare intestato direttamente al richiedente oppure su richiesta accreditato sul tuo conto corrente bancario tramite bonifico.
Il prestito massimo erogabile è di 60.000 euro per la durata di 120 mesi e sarà proporzionale alle garanzie offerte: cioè dall’entità del TFR, della polizza vita, ecc.

A differenza di tutte le altre tipologie di finanziamento non richiede alcun controllo nelle banche dati e ciò significa che possono richiedere tale tipo di prestito anche i soggetti appartenenti alla categoria dei cattivi pagatori. Ricordiamo però che le cambiali sono titoli esecutivi e ciò significa che in caso di mancato pagamento non saremo esenti dalle azioni esecutive: in questi casi si procede alla riscossione con l’eventuale pignoramento e vendita coatta dei beni del debitore.