Così come tutte le principali banche italiane, anche la Cassa di Risparmio dell’Aquila offre alla propria clientela professionista la possibilità di poter divenire titolare di un conto ampiamente fruibile.
Il conto Professionisti dell’istituto di credito è rivolto infatti a tutti i lavoratori autonomi che desiderano poter gestire le proprie risorse con praticità e a condizioni convenienti, sfruttando i servizi integrativi offerti dalla banca.
Inoltre, il conto prevede la possibilità di poter godere dell’applicazione di un tasso di interesse lordo creditore, parametrato sulla base della giacenza presente sul rapporto bancario.
Altre condizioni economiche sono relative alla previsione di un canone trimestrale pari a 27 euro, a fronte di 40 operazioni gratuite (oltre le quali, è applicata una commissione pari a 0,85 euro per operazione).

Sono a zero spese di apertura, di gestione e di chiusura; non si paga l’imposta di bollo ed i soldi, per gli investimenti in giacenza libera, sono sempre disponibili e maturano gli interessi fino alla data in corrispondenza della quale vengono prelevati. Stiamo parlando chiaramente dei conti di deposito remunerati, strumenti per parcheggiare la liquidità, ma anche veri e propri strumenti di investimento per chi, ad esempio in alternativa alle azioni, decisamente più volatili e rischiose, vuole mettere i soldi in porti più sicuri. I conti di deposito remunerato, specie sfruttando le promozioni, rappresentano tra l’altro anche una buona alternativa ai Bot, ovverosia ai Buoni Ordinari del Tesoro, sebbene sia sempre necessario prima farsi quattro conti e poi scegliere in maniera informata e consapevole. Al netto delle promozioni, infatti, il tasso base offerto da alcuni conti di deposito remunerati è comparabile con quello del Buoni Ordinari del Tesoro, ed anzi rispetto al Bot a 12 mesi può anche essere al netto più basso.

A valere sul budget 2011, il Comitato esecutivo dell’ABI, Associazione Bancaria Italiana, ha dato mandato sia al Direttore generale, sia al Presidente, per mettere a punto un piano di riorganizzazione rientrante in una scelta di austerità che, tra l’altro, avrà ricadute anche sul personale e comunque nel pieno rispetto delle norme vigenti in materia di ristrutturazione e di riorganizzazione. A darne notizia in data odierna, mercoledì 17 novembre 2010, con una nota ufficiale, è stata proprio l’Associazione Bancaria Italiana dopo che il suo Comitato esecutivo ha esaminato prima ed approvato poi sia il Piano 2011, sia il relativo budget. Il piano, che rientra nel programma di presidenza a valere sul biennio 2010-2012, consta delle azioni che saranno messe in atto dall’Associazione Bancaria Italiana nei confronti delle istituzioni, la pubblica amministrazione, le famiglie e le imprese. Il target è quello che prevede nel 2011 un azzeramento del deficit a fronte di un forte efficientamento ed una forte modernizzazione; il tutto sempre e comunque mantenendo prioritario il sostegno alla crescita ed allo sviluppo del nostro Paese.




Anche per il corrente anno il Conto Corrente Arancio di Ing Direct s’è guadagnato il titolo/riconoscimento di miglior conto corrente in base alla consueta classifica annuale dei migliori conti stilata da OF-Osservatorio Finanziario. A metterlo in risalto sul proprio sito Internet è stata proprio Ing Direct nel sottolineare come il Conto Corrente Arancio abbia conseguito tale riconoscimento per il secondo anno consecutivo, e come nella classifica stilata da Of siano stati presi in considerazione sia i conti correnti, sia i conti di deposito proposti da oltre quaranta banche “passate al setaccio” dall’Osservatorio Finanziario, portale specializzato nell’analisi comparativa dei prodotti bancari e finanziari, in base alla trasparenza, alle spese ed alla convenienza. Ma quali sono i punti di forza per cui il Conto Corrente Arancio s’è guadagnato anche quest’anno il riconoscimento di miglior conto corrente?


Per quel che riguarda i vincoli, più stringenti, imposti da Basilea III, la situazione è kafkiana. A dichiararlo nei giorni scorsi è stato Andrea Gibelli, Assessore all’Industria, all’artigianato e all’edilizia, nonché vicepresidente della Regione Lombardia. Questo perché da un lato con le nuove regole di Basilea III viene chiesto in sede comunitaria da parte degli Istituti di credito un maggiore controllo sui bilanci delle aziende cui deve essere concesso il credito; dall’altro lato, invece, è proprio l’Europa che allo stesso modo, in maniera palesemente contraddittoria, chiede alle banche di fare il loro mestiere, ovverosia concedere credito attraverso mutui, finanziamenti, leasing e prestiti alle piccole e medie imprese per sostenere l’occupazione, la crescita e lo sviluppo. Il vicepresidente Gibelli, intervenuto a Lecco ad un convegno dal titolo “Basilea III. Quale credito per le piccole imprese“, che è stato organizzato dalla CNA, ha di conseguenza posto l’accento sul fatto che “Lo Stato chiede due cose diverse e opposte a monte e a valle sull’accessibilità al credito“.
