Chi si accinge a contrarre un mutuo nel corso delle prossime settimane, è probabile che possa trovarsi dinanzi a una situazione non dissimile da quanto abbiamo avuto modo di riscontrare nella prima parte del 2012: a fronte di parametri di riferimento dai valori molto bassi (vicini, in alcuni casi, a livelli record dell’ultimo decennio), vengono evidenziati degli spread particolarmente esosi, in grado di sminuire e azzerare l’importanza positiva determinata dall’abbattimento dei valori dell’Euribor o del tasso BCE (per quanto concerne i mutui a tasso di interesse variabile) e dell’IRS (per quanto invece concerne i mutui a tasso di interesse fisso).
Stando sorprese dell’ultimo momento, infatti, il trend dei tassi di riferimento per le indicizzazioni dovrebbero mantenersi sulle attuali basse soglie anche nel corso del quinto mese dell’anno. Di sicuro lo sarà il tasso ufficiale di riferimento monitorato dalla Banca Centrale Europa, e tutt’oggi oggetto di benchmark di una quota minoritaria dei mutui a tasso di interesse variabile erogati in Italia.
Come più volte abbiamo riportato sulle pagine del nostro sito, la situazione economica globale non ha certo favorito l’erogazione di prestiti e mutui da parte delle banche italiane. Le famiglie, che riescono ad arrivare a fine mese con non poche difficoltà di bilancio, stanno preferendo evitare nuovi indebitamenti e, quando riescono ad accedere a un credito, lo fanno a fronte di elevati tassi d’interesse richiesti dai creditori, difficilmente sopportabili da lavoratori dipendenti o pensionati.
In tempo di crisi, e questo lo è (ormai il rischio del “double dip”, ossia della doppia recessione, è ad un solo passo), bisogna prestare ancora maggiore oculatezza al denaro, alle spese ma anche ai propri investimenti. Il Premio Nobel per l’economia 2011 non ha nascosto la propria incertezza, affermando che ha intenzione di tenere liquidi i soldi della vincita (circa 1,5 milioni di euro, da dividere con i propri sodali) in attesa di capire come ha intenzione di muoversi la macchina del mercato internazionale. Noi non siamo così informati, e – mediamente – neppure abbiamo a disposizione un capitale tanto ingente, perciò possiamo anche pensare di orientarci verso altre formule di accumulo del capitale e di investimento.

Quanti
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Per l’attivazione dei vincoli da oggi, 2 agosto 2011, e fino al 15 settembre del 2011, il Conto Deposito CheBanca! con le somme depositate a 12 mesi rende il 3,50% annuo lordo, ovverosia il 2,55% annuo netto. Questo è quanto da stamattina si legge direttamente dal sito Internet di CheBanca!, con il Conto Deposito che, lo ricordiamo, è a zero spese su tutta la linea. Non ci sono infatti costi di apertura, di gestione e di chiusura, così come l’imposta di bollo il cliente non la paga in quanto è a carico di CheBanca!. Ed il tutto con il vantaggio sia di poter ottenere con i depositi a vincolo gli interessi in anticipo, sia di poter investire anche su vincoli con scadenze più brevi potendo comunque ottenere una remunerazione interessante.
Tutti i titolari del conto corrente Conto BancoPosta Più, a partire dall’1 settembre del 2011, potranno fruire di un esclusivo vantaggio, nel rispetto delle condizioni previste; il vantaggio, nello specifico, è dato dalla remunerazione delle giacenze in conto ad un tasso d’interesse creditore lordo annuo dell’1% se ad ogni chiusura d’anno sul conto corrente sarà stata accreditata la pensione o lo stipendio a fronte dell’attivazione di carta BancoPosta Più, e della domiciliazione delle utenze. Il tasso lordo, quindi, quadruplica rispetto all’attuale tasso offerto allo 0,25%; per quel che riguarda i costi ricordiamo che con il Conto BancoPosta Più la quota annua della carta di credito BancoPosta Più è pari a 30,99 euro; mentre la quota annua della Carta Postamat è di 10 euro. Le spese di tenuta conto annue sono quelle classiche e pari a 30,99 euro nei dodici mesi.
Sono pronti nella Provincia di Reggio Emilia i contributi a fondo perduto per la valorizzazione del piccolo commercio. L’Amministrazione provinciale ha infatti stanziato ben mezzo milione di euro di risorse finalizzate a valorizzare il piccolo commercio spesso in difficoltà a causa della grande distribuzione. A tal fine è stato emanato un apposito bando per l’erogazione dei contributi così come previsto da una Legge regionale, la numero 41 del 1997; a Reggio Emilia e Provincia la misura non è nuova visto che in questi ultimi dieci anni, sono stati erogati contributi per sette milioni di euro circa a favore proprio del piccolo commercio. Sul sito Internet della Provincia di Reggio Emilia, nella apposita sezione “Economia e statistica“, è possibile visionare e scaricare sia il Bando, sia la relativa modulistica in formato doc o pdf. I contributi saranno ripartiti in base ai Programmi di intervento locali che presenteranno i Comuni della Provincia di Reggio Emilia sulla base delle azioni per promuovere ed attivare quelli che vengono definiti come i centri commerciali naturali.
Mentre in Italia c’è un giornalista che ha messo in piedi una sorta di reality senza telecamere in cui prova a vivere una settimana con 500 euro caricati sulla carta di credito (facile finché si va al supermercato, meno semplice se si tratta di pagare un cappuccino al bar), negli Stati Uniti i principali agenti del credito si sono consorziati per accelerare lo sviluppo di tecnologie che non solo prevedono l’abbandono del contante, ma addirittura già puntano a sostituire la carta di credito integrando all’interno delle tecnologie smartphone gli strumenti di pagamento in mobilità.
Nella manovra finanziaria triennale varata dall’attuale Governo di centrodestra c’è finito di tutto, anche l’inasprimento del bollo sul deposito titoli. Certo, l’aumento della tassa parte per i patrimoni sopra i 50 mila euro, ma in ogni caso da questo punto di vista i conti di deposito in futuro non potranno non acquisire una maggiore appetibilità. Attualmente, infatti, sul mercato i conti di deposito remunerati, da Rendimax di Banca Ifis a Conto Arancio di Ing Direct, e passando per il Conto Deposito di CheBanca!, sono tutti esenti da imposta di bollo. Anzi, non ci sono da pagare neanche spese di apertura, di gestione e di chiusura, così come i prelievi di denaro dal conto di deposito, verso i conti correnti predefiniti, sono esenti da spese, oneri e/o commissioni.