In alcuni post pubblicati in precedenza abbiamo visto che esistono nel mondo bancario differenti tipologie di carta di credito, uno degli strumenti elettronici più utili per la gestione del denaro.
Questi tipi differenti di strumenti di pagamento sono costituiti dalle carte di debito, dalle carte di credito a saldo e dalle carte revolving.
Anche nel corso del 2013 i conti correnti online sono risultati a livello statistico in Italia più economici di quelli tradizionali. Nel corso dello scorso anno i correntisti hanno infatti pagato un 20 per cento in più rispetto al 2012 per i conti correnti tradizionali e un 43 per cento in più rispetto al 2010.
Continuano anche nel 2014 gli incentivi fiscali erogati dallo stato per realizzare lavori di ristrutturazione sui propri immobili, grazie ai quali è possibile rinnovare gli impianti domestici e rendere migliore il livello di efficienza energetica della propria casa.
In un post pubblicato in precedenza abbiamo visto che a livello statistico negli ultimi mesi i risparmiatori italiano hanno preferito scegliere forme di investimento sicure e a breve termine. Tra quelle a disposizione sul mercato italiano la scelta dei risparmiatori è caduta principalmente quindi sui conti deposito e sui titoli di stato, in prevalenza Bot, ma tra queste due possibilità le preferenze sono poi andate ai conti deposito.
Alcune recenti statistiche hanno dimostrato che gli italiani sono più propensi ad investire il loro denaro in forme di investimento a breve o a medio termine e a basso rischio. Tra queste ultime, le due principali possibilità di scelta sono rappresentate dai Bot, che appartengono alla categoria dei titoli di stato, e dai conti deposito, che possono essere considerati tra le forme di investimento più sicure.
In un post pubblicato in precedenza abbiamo visto quali sono le caratteristiche di base dei Buoni Fruttiferi Postali, un prodotto di investimento sottoscrivibile in via esclusiva presso gli uffici postali di Poste Italiane.
In seguito alle diverse difficoltà che hanno colpito i risparmiatori di tutta Europa dopo l’arrivo della crisi economica, giunge dalla Francia una novità in fatto di gestione del proprio denaro. In Francia sarà infatti possibile aprire un conto corrente presso uno qualsiasi dei tabaccai presenti sul territorio nazionale. Questa innovazione prende il nome di Compte Nickel, espressione che nasce da un gioco di parole della lingua francese, che vuole rinviare ad una tipologia di conto corrente utile, economico e semplice.
Tra le diverse tipologie di investimento disposizione dei clienti vi sono anche i Buoni Fruttiferi Postali o BFP. Si tratta di prodotti di investimento collocati in esclusiva dal gruppo Poste Italiane per i quali sussiste anche una specifica garanzia da parte dello Stato. Sono infatti emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti, una società statale controllata al 70 per cento circa dalla gestione centrale.

Tra i diversi prodottisi investimento che è possibile sottoscrivere vi sono anche i certificati di deposito, che si configurano come titoli vincolati emessi dalle banche.
Ottenere un certo quantitativo di liquidità aggiuntiva da una banca o un istituto di credito non è oggi una operazione poi così scontata, perché il mercato del credito appare investito ancora da una generale contrazione delle erogazioni, che rende gli intermediari piuttosto restii nella concessione di prestiti.
In questo periodo il mercato dei mutui appare anche in generale caratterizzato da un livello piuttosto elevato degli spread, il valore espresso in percentuale che rappresenta il costo aggiuntivo di un finanziamento ipotecario alla luce della situazione economica nazionale, perché regolato sul valore del differenziale nazionale, che ancora appare influenzato dalle dinamiche del periodo di recessione e crisi economica.
Oggi il mercato dei mutui appare segnato da una debolissima ripresa. Una ripresa che arriva però dopo un momento particolarmente critico, quello caratterizzato da una generale fase di recessione economica che ha penalizzato il settore immobiliare e quello del credito. Secondo gli ultimi dati emanati dall’Agenzia delle Entrate, infatti, nel corso del 2013 il numero delle compravendite residenziali è calato del 9,2 per cento, tornando ai livelli del 1995.