Finanziamenti bancari Milano: cinque pacchetti per l’imprenditoria

di Gianfilippo Verbani 1

Per il sostegno alle micro ed alle piccole imprese, a Milano arrivano cento milioni di euro, messi sul piatto dal gruppo bancario Banca Popolare di Milano a seguito di un protocollo di intesa che è stato siglato con il Comune, e che prevede la messa a punto di cinque “pacchetti”, da 20 milioni di euro ciascuno, a sostegno dell’occupazione e dell’imprenditoria con particolare attenzione a quella femminile e giovanile. Il “primo pacchetto” è per sostenere l’occupazione e per incentivare l’assunzione, da parte delle imprese, di nuovo personale con l’obiettivo di raggiungere con l’ingresso di nuovi addetti i livelli di produttività fissati nell’arco di diciotto mesi. Il “secondo pacchetto” è sempre legato al lavoro ed in particolare al sostegno della liquidità d’impresa al fine di far fronte al pagamento delle tredicesime e delle quattordicesime mensilità ma anche per pagare le tasse e le imposte.

Il “terzo pacchetto“, predisposto nell’ambito dell’intesa BP Milano – Comune di Milano, punta a favorire l’imprenditoria giovanile attraverso la concessione di finanziamenti con l’agevolazione di una fase di preammortamento che può arrivare anche fino a dodici mesi. Il “quarto pacchetto“, denominato anche “Programma Famiglia“, destina una quota del plafond pari a 20 milioni di euro per il sostegno all’imprenditoria femminile con tutta una serie di agevolazioni tra cui la possibilità di ottenere un finanziamento ma di poterne sospendere il pagamento, per un tempo massimo di diciotto mesi, in caso di gravidanza.

Il “quinto pacchetto” è non meno importante visto che “sblocca” una situazione che molto spesso manda letteralmente in asfissia finanziaria le PMI nonostante queste abbiano ingenti crediti maturati, scaduti e non ancora riscossi. Le agevolazioni del “quinto pacchetto“, infatti, prevedono la misura relativa all’anticipo dei crediti vantati dalla Pubblica Amministrazione; all’anticipo dei crediti possono accedere sia le imprese, sia i fornitori che cedono alla Regione e/o agli Enti locali beni e servizi.

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