Milleproroghe: spunta piano casa e modifica patto stabilità province e comuni

di Gianfilippo Verbani 1

All’improvviso, quando meno te lo aspetti, spunta il piano casa. É l’emendamento di Lucio Malan (Pdl) a farlo balzare in cima all’agenda politica all’interno del decreto milleproroghe. Già all’esame della commissione Affari Costituzionali del Senato, si legge che le leggi regionali possano «prevedere, con disposizioni aventi validità temporale definita, interventi di trasformazione edilizia e territoriale, in particolare mediante il riconoscimento di forme di incentivazione volumetrica e di semplificazione, anche in deroga alle norme e agli strumenti di pianificazione vigenti in materia territoriale e urbanistica». Questa mattina la commissione valuterà.  Di fatto, viene chiesto un nuovo condono per alcuni abusi edilizi, compresi quelli commessi prima del 2003. Non solo. Un altro emendamento, a firma dei senatori del Pdl Carlo Sarro e Vincenzo Nespoli, cancella anche i paletti degli abusi commessi ai danni dei «beni ambientali e paesistici». La norma è retroattiva. Se il decreto verrà approvato con queste modifiche presentare domanda entro la fine del 2010. E i procedimenti in atto? Sospesi. Quelli di «natura penale ed amministrativa, già avviati, anche in esecuzione di sentenze passate in giudicato, fino alla definizione delle predette istanze». Case, ma non solo. L’altro punto trattato dalla proposta di Malan, Sarro e Nespoli riguarda i dividendi alle ex municipalizzate fuori dal patto interno. Tutto ciò che deriva dalla distribuzione di dividendi delle operazioni straordinarie di società quotate e attive nel settore dei servizi pubblici locali (come ad esempio l’AMSA di Milano). Questi non concorrono alla definizione del calcolo del saldo finanziario 2007 ai fini del Patto di stabilità interno per gli enti locali. Fuori dal bilancio, quindi. La disposizione si applicherebbe esclusivamente a province e comuni con popolazione superiore a 5mila abitanti che, avendo rispettato il patto nel 2007, devono conseguire un saldo finanziario in termini di competenza mista almeno pari al corrispondente saldo finanziario dell’anno 2007.

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