All’interno di alcuni post precedentemente pubblicati, abbiamo cominciato ad illustrare le specificità dell’home banking di Intesa-SanPaolo: grandissima varietà di operazioni disponibili, opportunità di effettuarle senza alcun limite temporale e la sicurezza di poter contare sempre su uno strumento, la chiavetta di controllo O-Key, che genera codici una tantum per l’accesso al conto e le operazioni sullo stesso. Già, ma per una clientela mediamente molto tradizionale e in alcuni suoi strati anche “anziana” come è quella di Banca Intesa-SanPaolo, forse il primo passaggio è capire come funziona l’home banking e internet più nel suo complesso. Proviamo a fornire la nostra piccola guida…
Dopo aver lanciato all’inizio il prodotto “Mutuo Risparmio“, l’offerta dei finanziamenti ipotecari di CheBanca!, la Banca per le famiglie del Gruppo Mediobanca, si è andata via via ampliando. Al momento sono infatti ben quattro i prodotti proposti alla propria clientela da parte di CheBanca!: il “Mutuo Risparmio”, il “Mutuo Variabile”, il “Mutuo Fisso” e l’ultimo arrivato, il prodotto denominato “Mutuo Variabile con Cap“. Quest’ultima soluzione di finanziamento immobiliare, in particolare, è ideale per chi a fronte dei vantaggi legati al pagamento di un mutuo con la formula del tasso variabile, che costa decisamente meno in termini di interessi da pagare sulle rate rispetto ad un mutuo a tasso fisso, vuole avere nello stesso tempo la certezza di pagare sulla rata un interesse massimo, un “cap”, definito e noto sin dalla stipula del contratto.


L’accesso al credito in Italia per i giovani agricoltori, già a partire dal prossimo anno, potrebbe essere più semplice, più rapido e più agevole. Questo, in accordo con quanto ha reso noto giovedì scorso la Confagricoltura, potrà avvenire grazie ad una “G-card” che potrebbe essere resa operativa già a partire dal prossimo anno, e che potrà permettere, attraverso una garanzia diretta da parte dell’Ismea, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, di erogare credito preventivo alle imprese agricole che sono condotte dai giovani agricoltori. Questo, tra l’altro, potrà garantire nel comparto il necessario ricambio generazionale che spesso non è possibile anche a causa delle difficoltà legate all’acquisto dei terreni. C’è bisogno, quindi, di una maggiore facilità nell’accesso al credito da parte dei giovani agricoltori, ma anche di una maggiore semplificazione accompagnata da procedure d’accesso che possano essere più rapide.




Un finanziamento agevolato senza il rilascio di garanzie reali, a fronte di servizi gratuiti di tutoraggio nell’arco dei primi dodici mesi. Si presenta così, nella Regione Marche, il Prestito d’Onore regionale, un’iniziativa alla quale ha aderito l’Istituto di credito Banca Marche, e che mira alla creazione sul territorio di ben 400 nuove realtà imprenditoriali grazie alle buone idee di chi vuole metterle in pratica ma non ne ha le possibilità a livello finanziario. I destinatari, in accordo con quanto si legge sul sito Internet di Banca Marche, sono infatti i residenti nella Regione Marche, uomini e donne, di età compresa tra i 18 ed i 60 anni, che sono inoccupati, disoccupati, in cassa integrazione di qualsiasi tipo, ovverosia ordinaria, straordinaria o in deroga, oppure donne occupate aventi un’età superiore ai 35 anni. Le 400 realtà imprenditoriali di nuova creazione potranno essere ditte individuali o in forma associata con un minimo di tre ed un massimo di otto soci nei settori del commercio, dei servizi e della produzione di beni.


Da qui ai prossimi dodici mesi, attraverso una convenzione con Banca Impresa Lazio, le PMI della Capitale potranno accedere al credito attraverso un apposito Fondo di garanzia, avente una dotazione finanziaria pari a 8 milioni di euro, che sarà in grado di attivare risorse per finanziamenti pari a 130 milioni di euro circa. A darne notizia nella giornata di ieri è stato il Comune di Roma dopo che in Campidoglio è stato siglato il programma operativo di garanzia per le imprese ed in particolare a favore del sistema produttivo capitolino grazie all’adesione attraverso la “BIL”, Banca Impresa Lazio, di ben undici Istituti di credito. Sebbene il Fondo di garanzia, con la dotazione finanziaria sopra citata, permetta di attivare finanziamenti pari a 130 milioni di euro, le Banche aderenti hanno già messo a disposizione un plafond pari a ben 200 milioni di euro per finanziamenti che potranno spaziare da quelli con finalità per nuovi investimenti al finanziamento scorte e passando per il consolidamento del debito finanziario e lo smobilizzo delle fatture.
