L’articolo 1 della Legge di Stabilità 2013, dal comma 491 al comma 500, del decreto legge 228/2012, ha introdotto l’Imposta sulle transazioni finanziarie che prende nome di Tobin Tax.
Questa nuova imposta si applica sui trasferimenti di proprietà di azioni e su trasferimenti legati ad altri strumenti finanziari derivati e partecipativi che sono stati effettuati a partire dal 1 marzo del 2013.
Il bancomat è uno strumento di pagamento e di prelevamento erogato contestualmente (o successivamente) all’accensione di un conto corrente. Uno strumento talmente comune e consueto che spesso, colpevolmente, ci si dimentica di approfondire cosa si possa fare con questa tessera, relegandola a semplice servizio di prelevamento di denaro contante dagli sportelli automatici, quando la fila in filiale è troppo lunga.
Il conto titoli (o deposito titoli) è un particolare rapporto bancario che serve per poter investire in strumenti finanziari come le obbligazioni o le azioni. Si tratta infatti di uno strumento che permetterà alla banca di poter gestire i propri investimenti, depositando in esso i risultati delle proprie operazioni di impiego o di disinvestimento, al termine di un opportuno questionario di profilatura.
Negli scorsi giorni il quotidiano Libero ha compiuto un interessante approfondimento realizzando un vero e proprio vademecum su come sia possibile vincere un reclamo con la propria banca. Un’ipotesi certamente non remota, visto e considerato che secondo gli ultimi dati ufficiali dell’Associazione Bancaria Italiana (sul 2011), i reclami avanzati dai correntisti italiani nei confronti delle proprie banche sarebbero addirittura 160 mila.
Il mercato bancario italiano si arricchisce di un nuovo istituto di credito straniero. A meno di tre anni dalla propria costituzione in Germania, infatti, la banca della multinazionale Siemens ha annunciato le proprie intenzioni sul nostro territorio. A darne comunicazione è il quotidiano Italia Oggi, che traccia la natura di questa importante operazione che potrà costituire un nuovo valore aggiunto al complesso sistema creditizio tricolore.
Se vi siete mai chiesti perchè le banche non danno soldi, sappiate che c’è chi vi può fornire una risposta “ufficiale”. Enrico Cucchiani, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, ha recentemente precisato che le banche “non possono fare assistenzialismo” e che le “sofferenze sono a livelli mai visti”. Ne consegue che a ottenere i soldi sono i migliori, ma non sempre a prezzi in linea con quanto suggeribile dal panorama bancario.
A causa della crisi economica, negli ultimi anni migliaia di famiglie italiane sono state costrette a congelare i propri sogni di una casa tutta propria. Ora, però, le cose potrebbero leggermente migliorare, grazie all’iniezione di 4,5 miliardi di euro programmata dall’esecutivo Letta per agevolare chi ha intenzione di accendere un mutuo per acquistare casa. Parte di questo denaro servirà a finanziare le piccole e medie imprese, un’altra porzione le giovani coppie e i lavoratori atipici. In ogni caso, prima di accendere un mutuo è necessario conoscere una serie di informazioni fondamentali.
Si chiama
In tempi di crisi gli italiani sono alla ricerca di servizi sempre meno costosi, cercando allo stesso tempo di salvaguardare la qualità degli stessi. Anche in tema di risparmio del denaro ci sono tanti buoni motivi per cercare di beneficiare dei servizi bancari più economici, considerando che dal 2013 le tasse sul risparmio degli italiani hanno subito una pericolosa impennata. I conti correnti sono certamente lo strumento principale per la gestione della propria liquidità e il mezzo dal quale iniziare una serie di movimentazioni dei flussi di denaro per cercare rendimenti accettabili.
Sono 11 le banche in amministrazione straordinaria della Banca d’Italia. Un’altra, la Banca delle Marche, è invece in gestione provvisoria. È quanto emerge dall’ultima rilevazione compiuta dall’istituto banchiere, che ha reso noto l’elenco delle aziende di credito che sono state recente oggetto di provvedimenti straordinari di rilevanza più o meno elevata.
Facciamo bene a fidarci delle banche? E
Fino a qualche mese fa la Spagna aveva un costo di finanziamento del proprio debito pubblico anche di 100-150 punti base superiore a quello dell’Italia. Poi qualcosa è cambiato e ormai l’aggancio è in dirittura d’arrivo. Sono ormai diverse settimane che gli investitori internazionali tendono a preferire i titoli di stato spagnoli a quelli italiani. Venerdì, in chiusura dei mercati,lo spread Btp-Bund ha chiuso a 255 punti base, mentre lo spread Bonos-Bund a 257 punti. Livelli così vicini tra i tassi decennali di Roma e Madrid non si vedevano da un anno e mezzo.
Tempi bui per Banca Marche, che continua a far tremare i propri correntisti sebbene sia in vigore la legge che tutela i risparmiatori da eventuali fallimenti delle banche fino a un importo di 100mila euro presente sul conto corrente. L’agenzia di rating Moody’s ha lanciato un nuovo allarme sullo stato di salute della banca marchigiana, abbassando ancora il giudizio sul merito di credito di lungo termine a “Caa1” da “Ba3”, ovvero appena quattro gradini dal livello che indica il default. La banca è da tempo al livello “junk”, ovvero spazzatura.