Poste Italiane: risarcimento disservizi, aggiornamento

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Dallo scorso 1 luglio del 2011 si sono aperti i termini per i risarcimenti da disservizi con Poste Italiane. Questo dopo che nella prima decade dello scorso mese di giugno del 2011 più volte, su scala nazionale, i terminali degli uffici postali sono rimasti bloccati ed i clienti non hanno potuto in quel dato giorno ritirare la pensione, pagare i bollettini, versare denaro sui conti e sui libretti, e fare tutte le altre ordinarie operazioni Posta-cliente. Poste Italiane, a fronte dei disagi subiti dall’utenza, ha mostrato disponibilità a risarcire i clienti a fronte di danni documentabili; e non a caso nei giorni scorsi si è raggiunto un accordo con le Associazioni dei Consumatori per l’accesso alla conciliazione gratuita. Ma a che punto siamo?

Ebbene, al riguardo la Federconsumatori, a fronte dei disagi subiti dalla clientela nel giugno scorso, ha fatto presente come Poste Italiane debba offrire alla propria utenza sia la massima informazione, sia la massima assistenza proprio ora che si è entrati nel vivo della fase di conciliazione, uno strumento di risoluzione delle controversie che, lo ricordiamo, è veloce ed a costo zero in quanto non si passa per le aule dei Tribunali. Adusbef e Federconsumatori sono intervenute al riguardo in quanto hanno raccolto segnalazioni riguardanti scarsa informazione offerta ai clienti nel poter far valere il proprio diritto all’indennizzo.

Le due Associazioni dei Consumatori, quindi, hanno apertamente chiesto a Poste Italiane che sulla conciliazione legata ai disservizi vengano affissi manifesti e cartelli pubblici negli uffici postali, così come non devono esserci difficoltà per l’utenza a ritirare alla Posta il modulo per la conciliazione. Per questo Adusbef e Federconsumatori, nel continuare a giudicare positivo l’accordo Poste Italiane-Consumatori sui disservizi, auspicano che Poste Italiane metta in campo ogni risorsa per rispettare gli accordi. “In caso contrario“, recitano all’unisono Adusbef e Fedeconsumatori, “agiremo, se necessario, anche per vie legali“.