Tra le proprie carte della gamma Carta Sì, la Banca di Credito Cooperativo di Roma può vantare anche la presenza di uno strumento transazionale esclusivamente dedicato agli studenti universitari con un’età anagrafica inferiore ai 29 anni.
Questa carta risulta essere collegata a uno dei due circuiti internazionali di pagamento principali (Visa e Mastercard) diventando così sinonimo di ampia fruibilità sia in Italia che all’estero, e sia per operazioni di prelevamento di denaro dagli sportelli automatici, che per operazioni di pagamento in tutti i point of shopping abilitati.
La carta prevede un rimborso a saldo nel corso del mese solare successivo a quello in cui sono state effettuate le operazioni, e una polizza assicurativa gratuita, con un premio di laurea per chi si laurea con il massimo dei voti (e in corso) rappresentato da un’elargizione fino a 1.500 euro, a titolo di rimborso delle spese sostenute durante gli studi.
Tra gli altri vantaggi e servizi dedicati riconosciuti ai legittimi titolari della carta, l’accesso a un sito (www.campus.it) con la possibilità di scoprire opportunità di studio e di lavoro, e una serie di prodotti gratuiti.
La carta può essere infine, all’occorrenza, trasformata in una carta revolving, prevedendo un rimborso rateale di quanto speso nell’arco di un mese solare.
Assicurare la propria automobile, benché sia obbligatorio per circolare, è anche un modo a disposizione del proprietario della stessa per tutelarsi in caso di furto, incidente o danno al mezzo che ne possa deturpare l’immagine o/e l’efficienza ed inficiarne il valore. Per questo, quindi, all’atto della sottoscrizione di una polizza ci sarà quello che si accontenta del “minimo sindacale” necessario per circolare e chi, invece, si lancia alla ricerca di una tutela a 360 gradi, senza però mai perdere di vista l’aspetto puramente economico dell’operazione. Se poi si vuole essere tutelati in ogni momento, la cosa migliore da fare è affidarsi alla tecnologia per ottenere in cambio un controllo costante ed una risposta rapida ed efficace. Chi meglio del satellite può adempiere a questo compito?
Non esiste da molto, specialmente in Italia (dove è approdato, per affermarsi ben presto, nel 2009). Eppure il social landing si sta diffondendo con una velocità impressionante, e promette di potersi trasformare ben presto nella nuova frontiera del prestito. La pratica funziona basandosi sulle dinamiche che abbiamo scoperto potersi innescare così efficacemente attraverso internet: c’è una piattaforma di condivisione, c’è un’offerta e c’è una domanda corrispondente, in questo caso di denaro da prestare; questi ultimi due soggetti si incontrano, come avviene per il file sharing, e il loro rapporto è ridotto al minimo, dato che c’è un istituto che si pone come intermediario. La realtà è in crescita esponenziale, come dimostrano i numeri di Prestiamoci.
Ne rimarrà solo uno. O poco più. La crisi di Wall Street del 2007, i titoli tossici, i mutui sub-prime. Tutto questo ha spazzato via quei mutui che “coprivano” oltre l’80 percento del valore dell’immobile. Prima della Lehman Brothers e compagnia, questi prodotti erano molto pubblicizzati. Poi, lo ricorderete, gli scatoloni, i licenziamenti e la parola “crisi” ovunque. Oggi, qui in Italia, sono rimasti in tre a offrire prestiti per il valore della propria casa fino al 100 percento: Intesa Sanpaolo, Banca Mps e Banca popolare di Bari. E si rivolgono a un gruppo di persone ben preciso: giovani e extracomunitari con residenza in Italia. Chi non ha la liquidità sufficiente per scendere al di sotto dell’80 percento del totale.
Anno nuovo, aumenti in arrivo. Anche il 2010 si apre con i primi rincari con l’aumento dei prezzi al dettaglio e delle tariffe che secondo la Codacons “graverà sulle tasche delle famiglie italiane con una stangata di 700 euro”. Avete letto bene, non è un errore. Secondo l’associazione dei consumatori, infatti, l’aumento stimato riguarderebbe l’incremento delle polizze Rc auto (150 euro), i trasporti (50 euro), i treni (30), l’acqua (20), il gas (30), lo smaltimento dei rifiuti (40) e il caro-carburante (80). In questa somma pesa moltissimo il prezzo della benzina che, nonostante i primi ribassi, sta tornando ad altissimi livelli.
La Banca di Credito Cooperativo di Roma, come la stragrande maggioranza degli istituti di credito italiani, rende disponibili alla propria clientela le
A quanto pare leggendo i giornali, la disperazione è un sentimento dilagante. Tutto questo a causa della crisi, che ha ridimensionato la nostra economia facendo perdere numerosi posti di lavoro e precipitando sull’orlo del baratro molte famiglie, i cui componenti si sono visti costretti a rimodulare i propri consumi oppure a reinventarsi una professione quando invece pensavano di aver condotto la propria esistenza sui binari di una tranquilla monotonia nei confronti della quale era normale rapportarsi. Apri il giornale, dicevamo, e ti ritrovi davanti una famiglia felice, sorridente, come la tua non è più da qualche tempo a causa di sempre più urgenti difficoltà economiche. Vuoi non fermarti a leggere?
E’ stato messo online nella giornata di ieri Fondonuovinati.it, il sito Internet creato dalla Presidenza del
Quella stessa tecnologia che ci promette di diventare ogni giorno più comodi, in realtà è anche la causa del nostro andare sempre più veloci. “Operazioni bancarie via internet”, dicono le banche, e noi a pensare che è un’opportunità quella di non doverci più sobbarcare la coda allo sportello o il rischio di una rapina quando siamo, spalle al mondo, in piedi davanti all’ATM a prelevare denaro; in realtà questo è solo un modo per permetterci poi di occupare il nostro tempo in un’altra maniera, spesso aggiungendo stress a stress, in un turbinio che sembra dominarci più di quanto noi non si riesca a controllare lui. Certo che poter effettuare acquisti inferiori ai 25 €uro di importo senza dover strisciare la nostra, ormai onnipresente, carta magnetica…
Piove sempre sul bagnato. Succede anche nei prestiti. L’ufficio studi della Banca d’Italia, conferma con uno studio – pubblicato nella giornata di ieri – un vecchio proverbio popolare. Sì, ma questa volta applicato alle imprese. Alessio d’Ignazio, Diego Caprara e Amanda Camignani si sono concentrati sui prestiti agevolati. Ebbene la tendenza è chiara: più grande è l’istituto pubblico a richiedere il prestito, maggiori sono le probabilità di ottenerlo. La ricerca, che analizza 10 anni, quelli compresi tra il 1998 e il 2007, traccia un quadro ben preciso. «Le risorse pubbliche sono state indirizzate alle imprese delle regioni a statuto speciale – ossia Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia – e quelle di maggiori dimensioni».
Banca di Credito Cooperativo di Roma, nella sua
Proviamo a ripercorrere brevemente la storia della crisi economica mondiale, focalizzando l’attenzione sulle conseguenze che hanno travolto l’Italia e che ne sono state – più o meno – dirette conseguenze: il credito è esploso facendo leva su una crescita puramente fittizia, poi la bolla è esplosa e le famiglie in difficoltà sono scivolate lungo un piano inclinato di sofferenze sempre peggiori, trascinando con sé quelle che vivevano ai limiti, mentre le banche hanno smesso di concedere prestiti con quella stessa leggerezza ed entità che gli si conosceva fino a qualche mese prima.
La disoccupazione in Italia si è attestata nel 2009 all’8,3 per cento, un tasso elevato ma inferiore dell’1,7 per cento rispetto alla media dei Paesi europei. I