Prestiti, il grande vince sempre

di Gianfilippo Verbani 2


 Piove sempre sul bagnato. Succede anche nei prestiti. L’ufficio studi della Banca d’Italia, conferma con uno studio – pubblicato nella giornata di ieri – un vecchio proverbio popolare. Sì, ma questa volta applicato alle imprese. Alessio d’Ignazio, Diego Caprara e Amanda Camignani si sono concentrati sui prestiti agevolati. Ebbene la tendenza è chiara: più grande è l’istituto pubblico a richiedere il prestito, maggiori sono le probabilità di ottenerlo. La ricerca, che analizza 10 anni, quelli compresi tra il 1998 e il 2007, traccia un quadro ben preciso. «Le risorse pubbliche sono state indirizzate alle imprese delle regioni a statuto speciale – ossia Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia – e quelle di maggiori dimensioni». Quale il settore che ha sfruttato maggiormente questo flusso di cassa? L’industria che ha assorbito il 60 per cento di tutto il denaro. Un altro dato interessante riguarda la distribuzione geografica. Il sud arranca. Nel 2007 solo il 25,6 per cento del totale è stato utilizzato da imprese del mezzogiorno. Non a caso nelle settimane che hanno preceduto la pubblicazione di questo studio, la Banca d’Italia aveva lanciato l’allarme su una nuova frenata dei flussi di credito bancario. «Si è accentuata ulteriormente – sottolineava in una nota del proprio bollettino economico – la frenata dei prestiti bancari, nonostante una graduale attenuazione della restrizione dell’offerta di credito». Nel mese di novembre il tasso di crescita sui dodici mesi del credito bancario al settore privato non finanziario è stato dell’1 per cento. Ad agosto era il 2,1 per cento. C’è stata quindi una contrazione in questi tre mesi. Ciò è dovuto alla contemporanea contrazione di prestiti alle imprese (vedi: crisi finanziaria internazionale e nazionale). Ciò che invece non ha subito flessioni sono stati i prestiti alle famiglie. Mutui, prestiti e finanziamenti alle persone fisiche, quindi, non hanno conosciuto intoppi o rallentamenti mantenendosi sulla media dell’anno scorso.


Commenti (2)

  1. per marco salis
    puoi chiamarmi lori

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