Le famiglie italiane preferiscono il risparmio all’indebitamento

 Secondo uno studio recentemente condotto dalla Cgia di Mestre le famiglie italiane nel 2o14 sono meno indebitate rispetto al passato e la loro esposizione media è pari a poco più di 19 mila euro. Una cifra ad ogni modo inferiore a quelle registrate nel corso degli anni precedenti, come il 2011 e il 2012, quando l’esposizione era maggiore. 

La BCE è pronta ad usare strumenti non convenzionali contro l’inflazione

 Anche in un periodo di bassa inflazione le aspettative dalla Banca Centrale Europea – BCE –  sono quelle di far ripartire la crescita dei prezzi, portando l’inflazione al traguardo sperato del 2 per cento. E’ questo infatti quanto dichiarato all’interno dell’ultimo bollettino emesso dall’istituto di Francoforte all’interno del quale si possono leggere parole del suo presidente Mario Draghi. 

Tango bond – Per Griesa l’Argentina diffonde false informazioni

 Continua il braccio di ferro, mediatico, giuridico e finanziario tra l’Argentina e gli Stati Uniti, con questi ultimi che fanno sentire nuovamente la loro voce in seguito alle ultime novità sulla vicenda dei tango bond. Il governo argentino, infatti, solo qualche giorno fa ha presentato una denuncia alla Corte Internazionale di giustizia dell’Aia in cui accusa gli USA di aver violato la propria sovranità, impedendo il pagamento di una parte dei titoli di stato emessi, quelli che hanno accettato il concambio sul debito. 

Che cosa cono i Credit Default Swap o CDS

 La vicenda dei tango bond e del default tecnico in cui è ricaduta l’Argentina in seguito al 31 luglio 2014 ci ha portato a parlare dei Credit Default Swap in un post pubblicato in precedenza, cercando di capire quali fossero fino a questo momento gli investitori che avevano guadagnato da questa attuale bancarotta dello stato argentino. 

Argentina – Quali investitori hanno guadagnato in seguito al default

 Sono passati ormai diversi giorni dal 31 luglio 2014, giorno in cui è stato ufficialmente proclamato il default tecnico dell’Argentina per la vicenda dei tango bond, i titoli di stato ristrutturati – cioè che hanno accettato il concambio sul debito negli anni passati – il cui pagamento è stato bloccato dall’emissione della sentenza del giudice americano Thomas Griesa.

L’Argentina denuncia gli Stati Uniti alla Corte di giustizia dell’Aia

 Prosegue la vicenda internazionale dei tango bond argentini in seguito al blocco dei pagamenti dei titoli ristrutturati da parte degli Stati Uniti e alla situazione di default tecnico in cui è caduto il paese. Per cercare di sbloccare la situazione e perorare la propria causa Buenos Aires ha sporto denuncia al tribunale internazionale dell’Aia, lamentando una limitazione della propria sovranità nazionale. 

La BCE lascia invariato il costo del denaro e spinge sulle riforme

 E’ caduto proprio nel corso di questa settimana l’attesa riunione del direttivo della BCE, che ha nuovamente fatto il punto sulla politica monetaria seguita dall’Istituto e sull’andamento dell’economia dei paesi europei, tra cui l’Italia. In merito al fronte euro e al costo del denaro, dopo gli ultimi straordinari interventi del mese di giugno 2014, il consiglio direttivo della Banca Centrale Europea non ha ritenuto necessario apportare modifiche di sorta alle precedenti decisioni. 

Meno BTP e azioni e più fondi e polizze per i risparmiatori italiani

 Nel corso del primo trimestre del 2014 è venuto a cambiare il portafoglio degli italiani. Questi ultimi, infatti, hanno preferito investire in prodotti quali fondi pensione e polizze assicurative e meno in prodotti a più alto rischio come le azioni, i titoli delle società quotate e – a sorpresa – anche i titoli di Stato, come i Btp, che hanno subito un forte calo. 

Tango bond – Botta e risposta tra Stati Uniti e Buenos Aires

 A pochi giorni dal default tecnico in cui è precipitata l’Argentina in seguito al mancato pagamento dei suoi debiti nei confronti di un parte dei creditori internazionali, tra il governo di Buenos Aires e le parti in causa degli Stati Uniti continua un lungo braccio di ferro e un serrato botta e risposa su posizioni contrastanti. 

Gli italiani tornano ad investire nel 2014 secondo ING Direct

 Il settore finanziario torna a crescere in Italia nel 2014 con effetti positivi che si fanno intravedere proprio attraverso le condizioni economiche percepite dai cittadini e dai consumatori stessi. Lo ha rilevato un recente studio compiuto da ING Direct, grande istituzione bancaria mondiale, la quale ha analizzato i dati relativi al 2014 dell’Indice di Benessere Finanziario o IBF.

Tango bond – Le conseguenze per i risparmiatori dopo il default argentino – II

 In un post pubblicato in precedenza abbiamo visto quali potranno essere le conseguenze per i risparmiatori italiani detentori di bond argentini che hanno accettato il concambio nel periodo compreso tra il 2005 e il 2010. Si tratta infatti di circa 400 mila persone che nella vicenda dei tango bond, in seguito al default tecnico del paese rischiano di subire gravi perdite sui loro interessi. 

Tango bond – Le conseguenze per i risparmiatori dopo il default argentino

 L’Argentina è entrata dopo 13 anni in un nuovo default, in seguito al mancato raggiungimento di un accodo con gli hedge fund americani, i quali hanno ottenuto il blocco del pagamento degli interessi dei titoli ristrutturati. Questa evoluzione della situazione, quindi, non può mancare di avere conseguenze sui risparmi e gli investimenti di coloro che hanno acquistato i tango bond, i titoli argentini. Tra questi ultimi, lo ricordiamo, vi sono anche circa 450 mila italiani

Tango bond – Le cause e lo scenario del mancato accordo con gli hedge fund

 Il giorno 30 luglio 2014 a mezzanotte sono scaduti ufficialmente i termini fissati per la ricerca di un accordo in merito alla questione finanziaria internazionale dei cosiddetti tango bond, che ha interessato in particolare l’Argentina e il suo debito sovrano e i creditori americani, cioè nello specifico gli hedge fund che detengono buona parte dei titoli interessati. 

L’Argentina in un nuovo default dopo soli 13 anni

 La partita tra Argentina e Stati Uniti si è conclusa a favore di questi ultimi e la nazione del continente sudamericano è entrata, poco più di 24 ore fa, in un nuovo default, il secondo in soli 13 anni. Si ripete, quindi, almeno dal punto di vista tecnico, la storia a cui si era potuto assistere nel 2001. L’Argentina, infatti, nonostante il prolungarsi delle trattative con New York, non è riuscita a trovare un accordo sul debito e i pagamenti degli hedge fund, i creditori che non hanno accettato lo swap ai tempi della ristrutturazione, è rimasta sospesa.