Mutuo liquidità con ipoteca sulla casa: le regioni con i finanziamenti più alti

di Moreno Commenta

La nuova Italia: il mutuo liquidità con ipoteca sulla casa

La crisi economica congiunturale e trasversale – in un ipotetico tour on the road, si taglia in due il Vecchio continente partendo dalla Spagna e arrivando fino alla Grecia – stravolge le abitudini nella misura in cui riscrive le necessità. L’ultimo resoconto stilato da mutui.it è in tal senso significativo: secondo uno dei portali di maggiore affidabilità in quanto mediatore del Credito regolamentato dalla Banca d’Italia, ci si sta avviando verso un percorso che in Italia non si era mai diffuso quanto ora. La casa, per gli italiani, diventa garanzia per ottenere denaro oltreché bene immobile da acquistare previa accensione del mutuo. Degli oltre 25.000 preventivi di mutuo stilati sul sito specifico negli ultimi mesi, infatti, il 4% delle domande riguarda la richiesta di mutuo liquidità.

Cos’è il mutuo liquidità

Nella fattispecie, per mutuo liquidità si intende quella tipologia di finanziamento che consente di usufruire di un capitale anche molto elevato (parliamo di una cifra non inferiore ai 50.000 euro) senza che il richiedente abbia obbligo di motivarne l’utilizzo. A caratterizzare la tipologia di mutuo in oggetto, una procedura d’istruttoria più rigorosa. Tra le svariate motivazioni che determinano la necessità di tale tipologia di mutuo, vanno annoverate le più ricorrenti, che sono le casistiche in cui occorre sostenere spese non previste, dare un contributo ai propri familiari (di norma i figli) per l’acquisto di una casa o il mantenimento del percorso di studi, investire nel mattone in Paese esteri mantenendo il rapporto che scaturisce dalla richiesta di un finanziamento con una banca italiana, richiedere una somma elevata di denaro evitando i tassi d’interesse assai più alti dei prestiti personali. In tal senso, lo scambio che si determina è molto spesso favorito dall’impegnativa di un immobile di proprietà sul quale non devono tuttavia gravare ipoteche in essere. Ancora: insorgono differenze di opportunità a seconda della professione di chi richiede un mutuo liquidità: se un lavoratore dipendente può ipotecare fino al 70% del valore dell’immobile, un libero professionista è tenuto a non superare il 50% del valore dello stesso.

La tendenza italiana: oltre 100 mila euro da restituire in 20 anni

Gli italiani, secondo i risultati proposti da mutui.it, chiedono un finanziamento medio di 116.000 euro che è l’equivalente del 48% del valore dell’immobile che si intende ipotecare. La casistica porta poi a dire che il periodo medio di restituzione della cifra ricevuta si aggira intorno ai 20 anni con preferenza del tasso di interessi fisso (45%) piuttosto che variabile (40%). l’età media del richiedente è di 40 anni. Leggendo i numeri del rapporto, si deduce che a inoltrare la richiesta di un mutuo liquidità è, nel 76% dei casi, un lavoratore a tempo indeterminato; del totale, vi è solo il 17% di liberi professionisti.

Il finanziamento nelle regioni italiane

Non si registrano variazioni significative del numero di richiedenti raportatio alle difefrenti regioni italiane mentre l’uniformità di comportamento viene a mancare in relazione alla somma richiesta: se la media nazionale è di 116 mila euro a mutuo, Toscana e Lazio – con 126.000 euro – si colocano al di sopra della stessa; discorso simile per Veneto e Liguria, con 122.000 euro richiesti per ogni finanziamento. Chi invece viaggia con cifre al di sotto della media sono Calabria e Molise, dove le richieste medie si aggirano intorno ai 95.000 euro. La graduatoria nazionale nel dettaglio (tra parentesi, la cifra media in euro per ciascuna richiesta di mutuo liquidità):

  1. Toscana, 126.000
  2. Lazio, 126.000
  3. Veneto, 122.000
  4. Liguria, 122.000
  5. Piemonte, 121.500
  6. Umbria, 120.500
  7. Marche, 120.000
  8. Emilia-Romagna, 119.000
  9. Sardegna, 117.000
  10. Lombardia, 114.000
  11. Puglia, 113.000
  12. Abruzzo, 111.500
  13. Campania, 111.000
  14. Valle d’Aosta, 110.000
  15. Sicilia, 109.500
  16. Trentino-Alto Adige, 106.500
  17. Basilicata, 104.000
  18. Friuli-Venezia Giulia, 101.000
  19. Calabria, 95.000
  20. Molise, 95.000