Prestiti Coronavirus fino a 25 mila euro, quali sono le principali novità

di Daniele Pace Commenta

Sono emersi alcuni aspetti nuovi e molto importanti in riferimento ai prestiti Coronavirus per le imprese fino ad un tetto massimo pari a 25 mila euro. Si tratta dell’ampliamento delle tempistiche per quanto riguarda la restituzione e l’ampliamento dei soggetti che possono beneficiare di tali finanziamenti. In entrambi i casi dovrebbero essere connesse al decreto liquidità e poi ricevere approvazione direttamente in Parlamento.

Prestiti Coronavirus fino a 25 mila euro, quali sono le novità

Dal punto di vista delle tempistiche di restituzione del prestito, ecco la prima novità: infatti, si dovrebbe passare dagli attuali 6 anni che sono stati inseriti nel Decreto fino a 10 oppure 12 anni. Insomma, quasi il doppio in confronto ai termini previsti all’inizio. Una mossa che ha come obiettivo di quello di dare adeguate garanzia alle necessità legate alla finanza pubblica e di ricevere un beneficio possa prolungare la prospettiva del debito.

Per quanto concerne il discorso legato ai beneficiari, ecco che l’obiettivo sembra essere quello di tentare di comprendere nuove imprese e non unicamente quelle che allegano il fatturato relativo al 2019, oltre che il terzo settore.

Il Pd, d’altro canto, spinge per cercare di incrementare tutti quei soggetti che possono garantire dei finanziamenti alle imprese. Nello specifico, c’è l’intenzione di portare anche i Confidi tra coloro che sono iscritti alla lista delle istituzioni o enti in grado di erogare microcredito a persone fisiche, ma anche a società di persone e a società a responsabilità limitata in contabilità semplificata.

Su un altro aspetto si sta, invece, focalizzando il Movimento 5 Stelle, che ha come principale obiettivo quello di garantire a tutte quelle persone che sono state vittima di usura di poter accedere senza problemi e complicazioni alla moratoria che riguarda i mutui. Scendendo un po’ di più nello specifico, si tratta di una misura che mira alla sospensione per un periodo pari a 9 mesi del pagamento che caratterizza le rate dei mutui che vengono garantiti a tutte quelle persone che sono state coinvolte, loro malgrado, in pratiche di strozzinaggio. Al tempo stesso, verrebbe bloccato sempre per nove mesi anche il pagamento delle rate dei finanziamenti concessi, sfruttando la garanzia legata al Fondo per la prevenzione dell’usura. Non solo, dal momento che, fino al prossimo 31 dicembre 2020, anche i procedimenti esecutivi che si riferiscono proprio a questi finanziamenti e mutui, sarebbero oggetto di un’apposita sospensione. Infine, l’obiettivo dei 5 Stelle  riguarda anche la velocizzazione dei ristori che riguardano tutti quei risparmiatori che sono rimasti coinvolti in vari crack bancari.