Le sofferenze bancarie arrivano a 162 miliardi di euro a febbraio 2014

di Gianfilippo Verbani Commenta

Rispetto al mese di gennaio 2014, la situazione italiana è peggiorata di altri 2 miliardi di euro quanto a crediti insoluti, crescendo rispetto ad un precedente valore di 160,4 miliardi di euro.


Arriva anche per il mese di aprile 2014 l’Outlook emesso dall’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, che ha tracciato il punto della situazione sul mercato del credito italiano e sul mondo bancario in generale, tirando le somme in relazione a crediti difficili ed impieghi. Secondo l’ABI, dunque, il rapporto tra questi due valori ha raggiunto nel mese di febbraio 2014 il suo massimo storico sin dal lontano 1998, dal momento che l’ammontare delle sofferenze bancarie ha toccato i 162 miliardi di euro. 

Le sofferenze bancarie toccano un livello record a gennaio 2014

Rispetto al mese di gennaio 2014, la situazione italiana è così peggiorata di altri 2 miliardi di euro quanto a crediti insoluti, crescendo rispetto ad un precedente valore di 160,4 miliardi di euro. Il rapporto tra sofferenze e impieghi si pone quindi al valore record dell’8,5 per cento. 

Le sofferenze bancarie salgono a 156 miliardi di euro a gennaio 2014

Se si confronta il passato, si scopre infatti che nel mese di febbraio 2013 lo stesso valore era pari al 6,5 per cento e a fine 2007, poco prima dell’inizio della crisi economica, era situato al 2, 8 per cento. La situazione si fa quindi particolarmente difficile per i piccoli operatori economici, interessati dal fenomeno per il 14,4 per cento, per il 13,9 per cento delle imprese e per il 6,4 per cento delle famiglie italiane. Se si guarda a sette anni fa, infatti, cioè al 2007, i valore di questi tre comparti risultano uguali  rispettivamente a 7,1 per cento, 3,6 per cento e 2,9 per cento, con una duplicazione palese del tasso delle sofferenze.

Le sofferenze nette passano infine a 78,2 miliardi di euro a febbraio 2014, grazie alla cessione di crediti in sofferenza, e il rapporto tra sofferenze e impieghi scende al 4,27 per cento, in diminuzione rispetto al mese di gennaio.