Il tasso di rendimento dei Bot scende ancora

di Gianni Puglisi 1


 I titoli di Stato sono obbligazioni emesse direttamente dallo Stato allo scopo di finanziare, recependo denaro da restituire in termini stabiliti e con gli interessi, opere pubbliche e attività istituzionali in generale.

In pratica lo stato diviene come un’impresa: per finanziare la sua attività chiede denaro in prestito a chi può fornirlo (i cittadini). I Bot forniscono un rendimento generalmente più basso rispetto a quelle emesse da società private a fronte di una maggiore sicurezza proprio perchè garantite dallo Stato e non da una società privata. I Bot sono titoli di Stato al portatore a breve termine con scadenze a 3, 6 e 12 mesi destinati esclusivamente al mercato telematico, emessi ogni 15 giorni (metà e termine mese) ad un prezzo stabilito attraverso un asta della Banca d’Italia.

Affidarsi ai Bot? Costituiscono una valida risorsa per il risparmiatore quando la borsa è in calo e possono essere correlate all’inflazione e al costo del denaro e possono essere definite (quasi) indipendenti delle oscillazioni del mercato azionario. Ma oggi pare che non convenga neanche più investire in Bot. L’asta dei Bot certifica il nuovo calo dei rendimenti lordi dei trimestrali e degli annuali scesi rispettivamente all’1,66% e all’1,84%.

La discesa non e’ in relazione con le condizioni dell’offerta: 5,5 miliardi di euro per i trimestrali e 7,5 miliardi per gli annuali, quanto piuttosto con un normale adeguamento dei rendimenti ai tassi di mercato monetario,

spiega Luca Cazzulani, analista di Unicredit. In pratica il taglio dei tassi della Bce si riflette sui tassi dei Bot.

Le obbligazioni di Stato e in particolare quelle italiane sono certamente ancora fra le più affidabili nonostante il basso rendimento degli ultimi tempi. Tuttavia se la data di scadenza è vicina il rendimento potrebbe essere troppo basso, al contrario una lontana rappresenta una notevole scommessa che potrebbe portare ad ottenere nel tempo rendimenti troppo poco remunerativi.


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