Euribor e rate del mutuo, allarme rosso

di Gianfilippo Verbani Commenta

In data odierna, martedì 3 maggio 2011, il tasso euribor con scadenza a tre mesi, quello con cui in prevalenza si agganciano in Italia i mutui con l’indicizzazione a tasso variabile, ha toccato il nuovo massimo degli ultimi due anni. Siamo infatti arrivati all’1,4%, un livello più che doppio rispetto ai minimi storici dei mesi scorsi; la conseguenza è che i mutui a tasso variabile sono sempre più cari, sia per le famiglie che lo stanno pagando, sia per chi si appresta a stipularne uno. Inoltre, considerando anche la tendenza ad aumentare gli spread degli istituti di credito, il mix nel complesso per i finanziamenti ipotecari è a dir poco esplosivo. Insomma, possiamo parlare a tutti gli effetti di una stangata sui mutui che proprio non ci voleva visto che sono parecchie decine di migliaia in Italia le famiglie che a fine mese fanno fatica ad onorare le rate.

Al riguardo il Codacons proprio oggi ha fornito una stima della stangata da caro-rata, stimata in quasi 350 euro annui a famiglia. Questa tendenza ascendente del costo del denaro è scattata tra l’altro ancor prima che la Bce, la Banca centrale europea, ufficializzasse l’incremento del costo del denaro, dall’1% all’1,25% con prospettive di ulteriori strette monetarie per i prossimi mesi.

Per questo l’Associazione ritiene molto importante che la Banca centrale europea desista dall’aumentare i tassi di interesse con il fine di contrastare l’inflazione. Secondo il Codacons dovrebbe spettare ai singoli Governi dell’area euro, con politiche mirate ed incisive, calmierare i prezzi a partire da quelli di benzina e diesel. Ma in Italia, invece, si rema contro visto che proprio di recente il Governo, nonostante prezzi di benzina e diesel alle stelle, ha deciso di incrementare le accise sui carburantiUn atto a dir poco irresponsabile“, rimarca il Codacons, “oltre che un tradimento delle promesse elettorali“.