Come aprire un conto corrente in un paese dell’Unione Europea

di Gianfilippo Verbani Commenta

Aprire un conto corrente in una nazione diversa dalla propria può risultare una operazione difficile da attuare anche se si parla di un paese appartenente all'Unione Europea. Ecco perché.

A partire da alcuni mesi in Europa è stata attivata la zona SEPA, la zona dei pagamenti unici nei paesi aderenti all’Unione Europea, ma si tratta di un processo ancora in divenire e, allo stato dei fatti, non è ancora così semplice compiere all’estero tutte le operazioni bancarie e finanziarie che si compiono nel proprio paese. Aprire un conto corrente in una nazione diversa dalla propria, infatti, può ad esempio risultare una necessità difficile da attuare. 

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Eppure in molti paesi dell’Unione i clienti potrebbero godere anche di condizioni economiche particolarmente vantaggiose. I tassi di interesse a cui sono soggetti i conti correnti, ad esempio, variano molto da nazione a nazione. Se si apre un conto corrente in Polonia o in Germania, i tassi di interesse viaggiano all’incirca sull’1 per cento, mentre se la stessa operazione si compie in Olanda si può beneficiare di un tasso di interesse superiore al 2 per cento. E questo per rimanere all’interno della moneta unica.

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Se invece la stessa operazione si compie in Bulgaria – che appartiene all’Unione Europea ma non all’Eurozona – si avranno tassi di interesse fino al 4 per cento.

Per aprire un conto corrente in un paese diverso dal proprio, pur appartenente all’Unione Europea, è in genere necessario soddisfare però alcuni requisiti, tra cui:

  • avere un domicilio nel paese ospitante
  • recarsi di persona presso la filiale presso cui si vuole aprire il conto corrente
  • conoscere la lingua del paese ospitante, perché gli istituti di credito non sono tenuti a comunicare le condizioni economiche in altre lingue dell’UE.