
I Bitcoin tornano dopo lungo tempo a far parlare di loro e questa volta ad essere al centro dell’attenzione c’è anche l’Italia e le sue istituzioni finanziare. Ad interessarsi del problema Bitcoin, la moneta virtuale che sfugge al controllo delle banche centrali, questa volta è proprio la Banca d’Italia, che mette in allarme sui possibili rischi legati alla criptovaluta.
Continua tra America del sud e America del nord la vicenda oramai famosa dei cosiddetti tango bond, le obbligazioni emesse dall’Argentina per ristrutturare il suo debito negli anni successivi al default del 2001. Questi bond, infatti, sono oramai scaduti e il paese è chiamato ad onorare il suo debito. Ma la vicenda non è di facile soluzione. L’Argentina, infatti, dovrebbe pagare 1,3 miliardi di dollari agli hedge fund americani che al tempo non hanno accettato il concambio sul debito e la Corte Suprema di New York ha emesso una sentenza per obbligarla a pagare.
La Banca d’Italia ha recentemente pubblicato i dati relativi all’andamento del mercato del credito nel corso del mese di maggio 2014 e in un post pubblicato in precedenza abbiamo visto quali sono state nel mese le novità per il settore dei prestiti, una parte del mondo del credito italiano che ancora stenta a cogliere gli effetti della ripresa e resta vincolato ad una lunga contrazione.
Il recente cambio di regime fiscale non ha sicuramente lasciato indifferenti i risparmiatori italiani, che nella maggior parte dei casi hanno messo in campo delle strategie al fine di ridurre al minimo le conseguenze dell’aumento dell’aliquota dell’imposta che grava sulle rendite finanziarie, con lo scopo di tutelare gli investimenti che risultano iscritti all’interno del portafoglio.
In un post pubblicato prima di questo abbiamo visto quali sono le possibili analisi da compiere al fine di valutare in maniera completa il proprio portafoglio nei casi di cambio del regime fiscale. I momenti in cui viene a cambiare la tassazione delle rendite, infatti, come successo di recente in Italia, sono quelli che richiedono la maggiore attenzione agli investitori al fine di compiere le scelte più convenienti ed oculate.
Gli italiani si sono trovati da poco tempo in questa situazione. A partire dallo scorso 1 luglio 2014, infatti, si è avuto per i risparmiatori italiani un nuovo cambio di regime fiscale, che ha visto il valore dell’aliquota che si applica ai rendimenti finanziari passare dal precedente 20 per cento all’attuale 26 per cento. Almeno per la maggior parte dei prodotti di investimento che è possibile detenere all’interno del proprio portafoglio.

La Banca Centrale Europea – BCE – attraversa in questo periodo un momento di grande attività e di grande rinnovamento. Opera soprattutto del suo presidente, Mario Draghi, che ha dato il via a questo nuovo corso dell’Istituto affinché la più importante istituzione finanziaria del Vecchio Continente si avvicini maggiormente al modello americano, quello della FED.
Tutti gli occhi degli osservatori internazionali sono puntati in questo periodo sull’Argentina, che solo qualche giorno fa ha saltato la prima rata per il pagamento di quanto dovuto ai creditori che hanno aderito alla ristrutturazione del suo debito e ora, in mancanza di una soluzione o una mediazione entro 30 giorni, il paese rischia un nuovo default come quello del 2001.
Continua in Italia la fase di sofferenza del mercato immobiliare, con i prezzi delle case che non abbandonano la loro dinamica negativa. Nel corso degli ultimi 4 anni, infatti, i prezzi delle abitazioni in Italia hanno perso complessivamente oltre il 10 per cento del loro valore. Lo ha rilevato l’Istat in una recente indagine in cui sono stati evidenziati i dati del primo trimestre del 2014.
E’ scaduta esattamente il 30 giugno scorso la prima rata che l’Argentina avrebbe dovuto pagare ai creditori internazionali che nel 2001 aiutarono lo stato a ripianare il suo debito dopo il default. In parte obbligazionisti ma soprattutto hedge fund americani che hanno il diritto di riavere 832 milioni di dollari, poiché non hanno aderito nel corso delle ristrutturazioni successive del debito al concambio del 2005 e del 2010.
Nel corso del 2014 ricomincia a crescere la propensione al risparmio degli italiani e si tratta di un segnale positivo sul fronte della ripresa. Le famiglie italiane sono cioè tornate a risparmiare dopo anni molto difficili, e la stessa cosa capita anche gli imprenditori, sulla base delle scelte finanziarie compiute nella prima metà dell’anno.