Ricarige: Nomen Omen

di Gianfilippo Verbani 2


“Ciu is mej che uan”, diceva un giovane Stefano Accorsi in una celeberrima reclame che lo ha lanciato verso il successo cinematografico, fino a farne uno dei più interessanti ed apprezzati attori italiani. Ma che “Ciu”, ossia due, sia meglio di “Uan”, cioè uno, crediamo sia un dato di fatto difficile da negare. A suffragare questa nostra teoria, arriva anche un innovativo prodotto lanciato da Banca Carige, acronimo della Cassa di Risparmio di Genova e Imperia. Giocando con il proprio nome, Carige ha infatti lanciato Ricarige, una carta prepagata e ricaricabile che può essere richiesta sia nella forma più “semplice” che in quella decisamente più complessa della Carta IBAN. Vediamo, una per volta, le due soluzioni.

Per scoprire così che in quanto carta prepagata e ricaricabile, Ricarige può essere caricata in ogni momento con l’importo desiderato e “ti consente di pagare e prelevare contanti attraverso il circuito Visa Electron”, come leggiamo dal sito. Lo “strumento”, come viene chiamato in Carige, si caratterizza per la propria flessibilità, tanto che viene consigliato ai giovani (non richiede l’esistenza di un conto corrente, si presta per il carico periodico di piccoli importi come possono essere quelli della “paghetta settimanale”, eccetera) oppure a tutti quelli che amano viaggiare, dal momento che consente di effettuare spese in ogni divisa valutaria.

Nel caso, citato tra parentesi, in cui la si attivi per dare ai figli un margine di spesa ben controllato, è possibile ridurre il massimale e definire a tavolino il tetto massimo di spesa singola, così che i ragazzi possano imparare a gestire il budget a propria disposizione, Altro fattore di comodità, comodo sia per chi ha figli che per chi viaggia, è il fatto che la ricarica può avvenire anche a distanza a tutte le ore del giorno. Per assistenza e furto, esiste anche un numero verde cui risponde l’help-desk.


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