American Express: una pagina per ricominciare

di Gianfilippo Verbani 1


Da alcuni giorni ormai, ci stiamo occupando del caso American Express: l’istituto finanziario, famoso in tutto il mondo per le sue carte di credito, è finito nell’occhio del ciclone a seguito di un’inchiesta della Procura di Trani (la stessa inchiesta resa celebre dalle intercettazioni telefoniche al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante le quali questi parlava con uomini della forza pubblica e membri di garanzia delle comunicazioni), dalla quale sembra essere emersa l’applicazione di interessi ben oltre il tasso definito “usuraio” dalla Banca d’Italia. 55%, è l’accusa, mentre il limite imposto si attesta attorno al 27%, perciò l’istituto di Via Nazionale ha imposto lo stop – da oggi – a nuove emissioni in attesa di accertare l’effettiva aderenza alla Legge dell’esistente.

Titoloni a 9 colonne, la notizia rimbalza su decine di siti internet, poi le precisazioni: American Express ha ritenuto opportuno acquistare pagine su pagine di quegli stessi quotidiani che tanto l’hanno infamata – sarà la Giustizia a stabilire se a ragione o a torto – per tranquillizzare i propri clienti già acquisiti rispetto al fatto che nulla cambierà, anzi si sta già lavorando per risolvere al meglio il caso finanziario della settimana. “Vi confermiamo che l’uso e l’accettazione di tutte le carte American Express continua regolarmente con il consueto massimo impegno della nostra società – recita un comunicato di AmEx – al fine di garantirvi gli elevati standard di servizio che avete sempre apprezzato”

Prosegue: “Tutti i nostri Titolari possono continuare sia ad utilizzare normalmente la carta per qualsiasi spesa, grazie anche a tutti gli esercizi convenzionati che ne assicurano l’accettazione, sia ad usufruire di tutti i benefici e i servizi che rendono uniche le Carte American Express in Italia e nel mondo”. Quindi, l’appello ai consumatori: “Voi siete la nostra assoluta priorità e soddisfare le vostre esigenze è la nostra missione da sempe“. In Italia, già dal 1901.


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