Si acquistano sempre più immobili da ristrutturare in Italia

di Sofia Martini Commenta

Le famiglie che acquistano una casa da ristrutturare sperano di risparmiare e di fare un ottimo affare, considerando anche la possibilità di usufruire degli incentivi governativi che permettono di ottenere una detrazione fiscale.

147058517Il mercato dei mutui e quello delle compravendite immobiliari stanno seguendo in questo periodo i trend economici generali, che portano gli acquirenti, in un periodo di recessione, a risparmiare sul prezzo di acquisto. Per questo motivo sempre più persone si stanno rivolgendo ad immobili da ristrutturare quando decidono di comprare una abitazione e anche alla sottoscrizione di mutui adatti a questa tipologia di immobili.

I prestiti ristrutturazione sono i più richiesti del 2014

Le famiglie che acquistano una casa da ristrutturare sperano in questo modo di risparmiare e di fare un ottimo affare, considerando anche la possibilità di usufruire degli incentivi governativi che permettono di ottenere una detrazione fiscale pari al 50 per cento sulle ristrutturazioni effettuate.

Ristrutturare conviene più di comprare casa?

Secondo una recente analisi, quindi, coloro che decidono di acquistare casa in questi ultimi mesi del 2014 sono acquirenti appartenenti a tre diverse categorie. Vi sono infatti:

  • acquirenti alla ricerca di appartamenti nuovi con un prezzo di mercato piuttosto basso
  • coloro che decidono di ristrutturare la casa che abitano in attesa di tempi migliori dal punto di vista economico
  • coloro che acquistano abitazioni da ristrutturare e abitare direttamente.

Se si vanno a guardare le statistiche dei prezzi degli immobili, si scopre infatti che sono proprio le abitazioni usate la fascia di mercato che ha retto meglio alla crisi economica in relazione al valore. Si tratta per lo più di immobili di livello medio – alto ubicati nelle aree di maggiore pregio delle grandi città, i quali presentano una differenza di prezzo con il già ristrutturato pari a solo il 15 per cento o al massimo il 30 per cento nelle periferie più decentrate.