Grameen in bengalese significa contadino. E non a caso la scelta di questo nome per una delle banche più famose al mondo. La Grameen bank è quindi una banca rurale che concede prestiti e supporto organizzativo ai più poveri, altrimenti esclusi dal sistema di credito tradizionale. L’operato dell’istituto non può certo definirsi ristretto: fino a oggi la banca ha concesso prestiti a più di 2 milioni di persone, conta 1.048 filiali ed è presente in 35.000 villaggi e in diverse città nel mondo.
In America, la capitale del capitalismo (e passateci il gioco di parole), New York la banca dei poveri ha iniziato il suo cammino: lo scorso anno la prima filiale americana della sua Grameen Bank ha prestato 1,5 milioni di dollari complessivi, hanno usufruito soprattutto le donne con progetti di piccole attività nel quartiere del Queens, zona notoriamente malfamata ma a pochi chilometri dai grattacieli illuminati di Manhattan.
In Sicilia, per venire incontro alle famiglie in difficoltà, ma anche per rafforzare la coesione sociale e la qualità della vita dei cittadini, la Provincia di Ragusa ha annunciato il lancio di un’iniziativa molto interessante ed innovativa sul versante dell’accesso al credito. Per le famiglie della provincia di Ragusa, grazie ad un plafond di poco superiore al milione di euro, c’è infatti la possibilità di accedere al “microcredito di fiducia“, un prestito agevolato a tassi irrisori e con la possibilità, tra l’altro, di non pagare interessi di mora sul prestito nel caso in cui la rata venga pagata con un ritardo non superiore ai 20 giorni. Nel dettaglio, le famiglie possono richiedere un
Ieri, 22 aprile, è stata celebrata la “giornata della Terra”: ecco allora il G8 sulla sostenibilità di Siracusa, ben celebrato da un monumento al “risveglio” della sensibilità al problema (una statua che mostra un uomo che si desta) posizionato in una piazza della città siciliana, e tutti gli organi d’informazione – giornali, siti internet e così via – a ricordarsi che l’ambiente è importante, va difeso, è stato sfruttato in maniera eccessiva, è in pericolo e così via. E’ persino uscito un film-documentario, proprio nell’occasione dell’Earth Day, atto da un lato a celebrare l’evento, dall’altro a tentare di sensibilizzare la popolazione mondiale… Tutto molto bello. Ma da oggi, al Pianeta, chi penserà più?
Si chiama Chiaro ed è un prestito personale che la Banca Popolare Pugliese riserva ai dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni.
Bancomat uguale praticità, comodità di trasporto e pagamento? Certamente sì. Bancomat uguale soldi sempre disponibili, ovunque, in qualunque momento? Anche questo è sostanzialmente vero, dove il “sostanzialmente” si riferisce e ai limiti di pesa giornaliera e mensile applicati da qualche istituto e agli ulteriori limiti imposti dal conto corrente di appoggio, quello cui la carta deve fare riferimento. Bancomat uguale sicurezza? Il discorso, qui, comincia a farsi più sfumato: certo, se vi dovesse capitare la sventura di subire un furto del portafogli, avreste comunque la possibilità di bloccarne il funzionamento chiamando la centrale operativa della vostra banca, e comunque per accedere al credito il malfattore dovrebbe conoscere il PIN.
La polizza di responsabilità civile per l’automobile o per la moto può arrivare spesso a costare tanto, specie se si stipula presso la “classica” agenzia di assicurazioni, o se non si effettuano i dovuti confronti fra le varie imprese presenti sul mercato; i prezzi, in base al profilo di rischio dell’assicurato, possono infatti variare e di molto da una compagnia di assicurazione all’altra. In genere, tra l’altro, se si è dei guidatori attenti, e non si commettono incidenti, si risparmiano cifre non trascurabili sottoscrivendo l’assicurazione per la macchina, per la moto, o per entrambe, direttamente con una compagnia di assicurazione che opera tramite Internet oppure con il telefono. La scelta di Internet non è però tipica solamente dei giovani, che magari hanno più dimestichezza con il Web, ma anche dei soggetti adulti; a rilevarlo, in particolare, è il sito Internet Assicurazione.it che si occupa della comparazione delle tariffe assicurative per l’auto e per la moto.
Piaccia o meno, è comunque necessario constatare che – anche nonostante l’intervento massiccio del servizio sanitario nazionale – la tutela della propria salute ha un prezzo. Che poi questo sia un prezzo che si è ben disposti a pagare, specie quando risolve i problemi delle persone a noi più care quando non addirittura i nostri, è un altro discorso: resta il fatto che potersi permettere le cure necessarie è un sacrificio che non da tutti può essere affrontato a cuor leggero, ed è qui che – come si suol dire – casca l’asino, ed entrano in gioco le compagnie d’assicurazioni con i loro prodotti dedicati.
Dueggì Finanziaria SpA, società specializzata nel mercato italiano del credito al consumo, lancia una formula di
La Banca Popolare Pugliese mette a disposizione della propria clientela più esclusiva una carta di credito riservata: la Carta Sì Oro, che offre un limite di utilizzo mensile (massimale) molto alto, e una serie di vantaggi che vengono destinati esclusivamente al ristretto target di titolari di questo prezioso strumento di pagamento.
Si parla così spesso di VIP, acronimo di Very Important Person (ovverosia personaggi molto importanti, conosciuti, famosi), sia sui giornali che in televisione, che qualcuno ha deciso di utilizzare questo “marchio” per la propria campagna commerciale. È il caso, ad esempio, di radio RTL 102.5, la quale trasformando leggermente l’acronimo di cui sopra ha gettato una luce nuova sulle persone “normali”, mettendole al centro della propria audience con il jingle “Very Normal People” a testimonianza del proprio essere una radio buona per l’ascolto di tutti. Cariparma, dal canto suo, non si è fatta sfuggire l’occasione di “cavalcare l’onda”, ed ha perciò scelto di lanciare la linea di conti correnti VYP, Very Young Person.
L’immagine della clessidra è inquietante per alcuni, affascinante per altri. I primi vedono nel’inesorabile scorrere della sabbia, dall’ampolla superiore a quella sottostante, il segno del tempo che fugge, e che non si può arrestare in nessun modo se non (e sarebbe un rimedio peggiore del male) rompendo questo arcaico cronometro; gli ultimi, invece, osservano la polvere scendere granello per granello, e ne rimangono meravigliati: ogni minuscolo frammento è un attimo che merita di essere vissuto, e compone insieme ad altri la storia di un’esistenza. Forse è questo il “versante” della diatriba che è stato scelto dagli uomini marketing di Banca Intesa-San Paolo, quando hanno si è trattato di battezzare “Clessidra” la carta revolving del gruppo.
Il fido garantito è una delle forme di prestito più “comode” e meno rischiose per le banche, ma anche più convenienti per il soggetto che ha sottoscritto il fido. Se da un lato, infatti, la banca ha in garanzia i titoli a copertura della linea di credito in conto corrente, dall’altro il contraente paga un tasso di interesse di gran lunga inferiore a quello applicato per un fido ordinario le cui garanzie, di norma, sono solamente quelle reddituali. Il fido garantito, rispetto a quello ordinario, prevede tra l’altro l’apertura di linee di credito in conto corrente decisamente più elevate, fermo restando che i titoli messi a garanzia sono oggetto di un “mandato a vendere” da parte delle banche nel caso in cui il contraente non dovesse “rientrare” della linea di credito concessa. Tra i fidi garantiti offerti sul mercato dalle banche italiane, quello della banca on line IWBank è uno tra i più interessanti specie per il tasso offerto, attualmente pari al 4,75%, per somme erogabili fino ad un massimo di 100 mila euro. Le spese accessorie sono tra l’altro molto contenute: le spese di istruttoria del fido garantito IWBank sono infatti pari a 50 euro per la prima richiesta di fido, mentre per i rinnovi le spese scendono a 25 euro.
Stefano Papini, “imprenditore piemontese”, ce l’ha fatta: nonostante la crisi, ha scommesso sulla propria azienda investendovi i denari necessari “per estendere la propria attività e diffondere la cultura della birra artigianale”. Come lui, anche Giusy Albano ce l’ha fatta: nonostante le previsioni per l’economia mondiale non fossero delle più rosee, questa donna ha scelto di finanziarsi l’acquisto degli strumenti necessari per incrementare la produttività della propria tenuta agricola, dove produce ottimi olio e vino. La siciliana Dorotea Diquattro, poi, ha pensato bene di “surrogare” lo Stato e le sue lacune, tanto evidenti nella sua regione insulare: via alla richiesta di prestito per investire su ricerca ed innovazione. Ce l’ha fatta anche lei.