Quali tasse si pagano quando si vende una casa?

 Quando si vende un immobile, anche colui che effettua la vendita è a volte tenuto al pagamento di alcune tasse in Italia. Queste imposte, infatti, sono solo eventualmente dovute perché non riguardano strettamente l’atto di vendita che si stipula davanti al notaio, come nel caso del compratore, ma sono relative alla cosiddette plusvalenze, ovvero alla differenza che si realizza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita dell’immobile stesso.

Quali tasse si pagano quando si compra una casa?

 Quando si compra o si vende un immobile in Italia, sia colui che compra, sia colui che vende è soggetto al pagamento di alcune imposte. La Legge di Stabilità finanziaria 2014, ovvero la legge 104 / 2013, ha modificato però rispetto al passato le aliquote e gli importi da pagare da coloro che acquistano la casa in questione. I compratori, infatti, sotto il profilo fiscale, hanno di norma più adempimenti rispetto ai venditori.

Chi paga le tasse quando si compra – vende casa?

 Anche l’acquisto o vendita di un immobile sono in Italia soggette a tassazione da parte del fisco. La situazione, però, tra le tasse dovute quando si compra casa e le tasse dovute quando la si vende, è molto diversa. Compratore e venditore devono infatti fare riferimento ad uno schema impositivo differente,  e rispetto alle modalità a cui si era abituati negli anni precedenti, dal 2014 in poi è necessario ricordare che l’ultima finanziaria, la Legge di Stabilità 104 del 2013, ha rivisto abbastanza in profondità le aliquote relative alla compravendita degli immobili. 

Le conseguenze per i mutui dopo la separazione

 Secondo una recente indagine, il numero dei separati e divorziati in Italia ha oggi raggiunto i 2,7 milioni di persone. Per molti di questi la separazione e il divorzio hanno pesantemente inciso anche sul regime patrimoniale e finanziario, perché in molti casi la conclusione della matrimonio si è tradotta anche nella perdita della casa coniugale. Ma il dato forse più spinoso della vicenda è che nella maggior parte dei casi su questa casa si continua a pagare anche un mutuo

Nessuna inchiesta UE sulla rivalutazione delle quote della Banca d’Italia

 E’ arrivata dall’Europa la notizia secondo cui l’Antitrust europeo non aprirà alcuna inchiesta per aiuti di Stato sulla rivalutazione delle quote della Banca d’Italia, in virtù delle particolari condizioni in cui si trova e opera la banca stessa, che è un istituto centrale e ha un struttura proprietaria decisamente specifica. 

Fitch e Standard and Poor’s promuovono il rating di Grecia e Spagna

 Arrivano due promozioni internazionali in seno ai paesi dell’Eurozona. In questi giorni, infatti, l’agenzia di rating americana Fitch ha modificato il suo giudizio di affidabilità nei confronti di Atene e del suo stato di indebitamento, conferendo alla Grecia un nuovo valore, che passa da B- a B.

Perché le donne italiane faticano ad ottenere prestiti

 Le donne italiane faticano ancora oggi ad ottenere prestiti e ancora oggi possono essere considerate gli elementi economicamente fragili del sistema. Lo rileva una ricerca compiuta di recente dall’istituto di ricerca Red Sintesi, che ha analizzato i dati forniti dalla Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie italiane nel 2012. 

Due mutui a tasso variabile loan to value da scegliere a Maggio 2014

 In un post pubblicato in precedenza abbiamo visto che a partire dal 2014 sono diventati sempre più frequenti i mutui che applicano la cosiddetta politica loan to value, ovvero la strategia secondo cui lo spread di un mutuo a tasso variabile diminuisce per i clienti che richiedono alla banca di finanziare solo una piccola parte del costo di acquisto complessivo di un immobile.

Che cos’è la politica del loan to value nel mercato dei mutui

 Nel corso dei primi mesi del 2014 il mercato dei mutui italiani ha dato diversi segni di ripresa ripresa rispetto al passato, cioè al 2013, con un numero maggiore di richieste pervenute da parte delle famiglie italiane e un numero maggiore di finanziamenti erogati. Ma i primi mesi del 2014 hanno visto anche sempre di più l’affermarsi all’interno del mondo dei mutui di strategie e politiche che erano solo in parte applicate in passato. 

Gli investimenti degli italiani in azioni e derivati nel 2013

 Secondo gli ultimi dati statistici raccolti dalla Consob, i titoli di stato italiani insieme alle obbligazioni, sono stati il prodotto maggiormente scelto dagli italiani come investimento nel 2013, come osservato anche in un post pubblicato in precedenza, con una quota di attività finanziaria che per titoli ed obbligazioni si è aggirata intorno al 13 per cento.

Perché gli stress test voluti dalla BCE sono importanti per le banche

 La maggiore delle banche tedesche, la Deutsche Bank, intraprenderà presto un aumento di capitale da circa 8 miliardi di euro, così come saranno costrette a fare entro il mese di giugno anche le banche italiane sottoposte nei prossimi mesi agli stress della Banca Centrale Europea. Ma perché è molto importante per le banche della zona euro ricapitalizzarsi al fine di superare tali stress test?

I crediti difficili nel sistema bancario italiano

 L’insieme dei crediti difficili, cioè le sofferenze e il complesso dei crediti strutturati e scaduti ha raggiunto un peso in Italia pari a quasi 300 miliardi di euro, una cifra tre volte superiore a quella presente nel 2008, l’anno in cui è inizia la crisi finanziaria.

Ripresa e segnali positivi per il gruppo Unicredit

 Nel primo trimestre del 2014 arrivano i primi segnali di ripresa per il gruppo UniCredit e in particolare arrivano buoni risultati proprio dai conti dell’istituto di credito italiano. I profitti della banca, infatti, hanno avuto un grande balzo in avanti, essendo cresciuti del 58,8 per cento, per un totale di 712 milioni di euro nel primo trimestre del 2014, risultati che confermano la validità della strategia adottata. Più vicino quindi diventa anche l’obiettivo di utile netto che la banca si è posta per il 2014, fissato intorno ai 2 miliardi di euro.

Il crollo del mercato immobiliare e di quello dei mutui nel 2013

 Il 2013 è stato l’anno in cui la compravendita di abitazioni ha toccato il livello più basso sin dal 1985, con un conseguente abbattimento dei prezzi degli immobili. Queste due condizioni, tuttavia, non hanno favorito di molto l’andamento del mercato dei mutui, che solo in parte ha potuto approfittare di un certo calo dei tassi di interesse a causa della contemporanea riduzione del potere di acquisto delle famiglie.