Pagamento pensioni, cosa cambia dal prossimo anno?

di Gianni Puglisi Commenta

Dal 2017 non verranno più erogate il primo giorno non festivo di ogni singolo mese. La cadenza del pagamento è stata spostata al secondo giorno bancabile del mese.


Il decreto legislativo 65/2015 (la cosiddetta Legge di Stabilità), all’articolo 6, statuisce una variazione nella ricezione delle pensioni a partire dal prossimo anno.

Dal 2017, infatti, queste non verranno più erogate il primo giorno non festivo di ogni singolo mese. La cadenza del pagamento è stata spostata al secondo giorno bancabile del mese.

Quali sono i motivi di questa scelta? Come varieranno le abitudini dei pensionati nel 2017 a seguito della manovra e quali sono le conseguenze pratiche che si ripercuoteranno sulle tasche dei cittadin?

Pagare con un ritardo da 1 a 4 giorni le quote pensionistiche significherà risparmiare sugli interessi. Quanti? La stima totale è di oltre 15,8 milioni di pensionati. Pertanto l’Inps sarà in grado di risparmiare centinaia di migliaia di euro. Non si tratta però una manovra con la quale vincono tutti. Calcolando i giorni di ricezione della pensione per ogni mese del 2017, si rileva che il ritardo nei pagamenti e quindi il conseguente slittamento di valuta è di 29 giorni. Quasi un mese di interessi in meno nelle tasche degli ex lavoratori.

Dal 2017 le pensioni non verranno fatte slittare solo di 24 ore, perché la Legge di Stabilità prevede che queste vengano erogate il secondo giorno bancabile e non il secondo giorno non festivo. Che differenza c’è? La differenza sta che i giorni non festivi vanno da lunedì a sabato, mentre quelli bancari, ovvero utili per le transazioni bancarie, comprendono i non festivi da lunedì a venerdì. I giorni utili alla ricezione della pensione si riducono quindi considerevolmente e sarà quindi meno probabile ricevere il proprio compenso entro il secondo giorno del mese.