Mutui: più sostituzioni che sottoscrizioni

di Gianni Puglisi 1


 Nello scorso anno con somma sorpresa degli operatori economici, il mercato immobiliare non ha risentito piu’ di tanto della crisi economica che ha portato al colasso il mercato mutui Usa e il comparto italiano ha fatto registrare dati positivi. Eurisc, il sistema di informazioni creditizie di Crif, sottolinea i dati di un’indagine da cui è emerco che durante tutto lo scorso anno si è registrato un incremento di domande di prestiti per la casa pari al 7% rispetto al 2008, quando invece si era registrata una flessione del 4%. L’analisi ha inoltre evidenziato un generale accorciamento dei tempi di rimborso, piu’ in particolare la quota di prodotti nella fascia tra i 25 e i 30 anni e’ scesa dal 36,12% al 30,61% rispetto al 2008.

Gli esperti di Crif sottolineano però che “la lettura di questo dato non deve trarre in inganno”. Infatti sono state le operazioni di sostituzione dei mutui che hanno incrementato la domanda piuttosto che le nuove sottoscrizioni. In realtà quindi la crisi c’è stata, i mutui sono rimasti tali ma l’incremento della domanda è dovuto molto alle richieste di portabilità.
Un cliente infatti può decidere, senza costi, di trasferire un mutuo presso un’altra banca. Dagli esperti di Crif sembra che nell’ultimo anno siano state più le sostituzioni di mutuo che le aperture di nuovi mutui, questo proprio perchè le famiglie italiane sono in difficoltà e non possono più sostenere le rate mensili. Non mancano i casi in cui, vedendo la banca perdere un cliente, proponga a costui la rinegoziazione. Con la rinegoziazione si possono modificare alcune clausole contrattuali, per esempio la durata residuale del rimborso o il tipo di tasso applicato.

Al momento chi ha un mutuo a tasso variabile non tende a rinegoziare, il livello attuale dei tassi al minimo storico è a loro favore. Mentre chi ha un tasso fisso potrebbe prendere in considerazione una rinegoziazione o sostituzione.


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