Mutui: scatta la moratoria

di Gianfilippo Verbani 6


Siete pronti per l’operazione di moratoria sui mutui delle famiglie, misura scaturita lo scorso novembre dall’accordo tra ABI e principali associazioni dei consumatori? È da oggi, infatti, che gli italiani interessati potranno recarsi presso la propria banca, a patto che questa abbia aderito all’iniziativa, e presentare la domanda per far sospendere per un anno il pagamento delle rate del mutuo (e non – attenzione – il calcolo degli interessi, altrimenti questo aiuto sarebbe stato decisamente più “dolce”). Dodici mesi per tirare il fiato, insomma, e magari cominciare a risparmiare, come sapienti formichine, quei soldi che dal prossimo febbraio dovranno essere impiegati per riprendere il rapporto di pagamento del mutuo con la banca.

È questo uno dei punti centrali del “Piano famiglie” voluto dall’ABI per dare un sostegno agli italiani, messi alle corde dalla recessione. I numeri sono giudici, come sempre, ma in questo caso ci sembrano ancor più significativi rispetto al solito: le banche aderenti sono state, finora, 93, in rappresentanza di più del 70% degli sportelli italiani. Le famiglie interessate, invece, anche a fronte dei paletti all’ingresso posti dall’associazione sono stimate tra le 110mila e le 130mila unità, per un valore complessivo dell’operazione vicino a quota 8 miliardi di €uro.

La moratoria, infatti, non vale per tutti. Il protocollo stilato fissa due paletti di massima: la sospensione si applica per i prestiti fino a 150mila €uro, su un’abitazione principale e viene concessa ai clienti con reddito imponibile non superiore ai 40mila €uro annui per ciascun intestatario del mutuo (quindi nel caso di una coppia cointestataria il valore del reddito imponibile raddoppia). C’è però da dimostrare anche di essersi trovati in una particolare situazione di disagio: i casi previsti sono infatti la perdita del lavoro, la cassa integrazione, il decesso del capofamiglia oppure la sua situazione di non autosufficienza dimostrabili nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2009 ed il prossimo 31 dicembre.


Commenti (6)

I commenti sono disabilitati.