Le famiglie italiane preferiscono il risparmio all’indebitamento

di Gianni Puglisi Commenta

Negli ultimi anni, tra il 2011 e il 2013 è tornata a crescere la propensione al risparmio e l'incremento dei depositi a livello nazionale è stato pari al 12 per cento, con picchi in alcune regioni.


Secondo uno studio recentemente condotto dalla Cgia di Mestre le famiglie italiane nel 2o14 sono meno indebitate rispetto al passato e la loro esposizione media è pari a poco più di 19 mila euro. Una cifra ad ogni modo inferiore a quelle registrate nel corso degli anni precedenti, come il 2011 e il 2012, quando l’esposizione era maggiore. 

Le famiglie italiane sono ora meno indebitate del passato

Sono diverse le operazioni bancarie e finanziarie dalle quali risulta l’indebitamento medio delle famiglie italiane. Secondo l’Ufficio studi della Cgia, tuttavia, le operazioni che danno luogo a tali percentuali di indebitamento sono per lo più le seguenti:

  • la stipula di mutui per l’acquisto di una abitazione
  • la stipula di prestiti per l’acquisto di auto e moto o di altri beni mobili
  • i finanziamenti del credito al consumo
  • i finanziamenti per la ristrutturazione degli immobili.

Ancora ridotto il credito concesso a famiglie e imprese italiane

Dall’inizio della crisi economica, cioè dall’inizio del 2007, l’aumento del debito medio nazionale delle famiglie è stato pari al 35 per cento circa. In definitiva, tuttavia, si può però dire che il picco massimo di indebitamento da parte delle famiglie italiane è stato toccato nel 2011, quando l’esposizione ha raggiunto i 506.206 milioni di euro in totale. Le famiglie interessate da questa esposizione sono state però quelle più deboli.

Negli ultimi anni, invece, tra il 2011 e il 2013 è tornata a crescere la propensione al risparmio e l’incremento dei depositi a livello nazionale è stato pari al 12 per cento, con punte superiori al 25 per cento in alcune regioni, come il Trentino Alto Adige e l’Emilia Romagna.