Dove hanno investito gli italiani nel 2013?

di Sofia Martini Commenta

Nel corso del 2013 il prodotto finanziario che ha raccolto al meglio le simpatie degli italiani sono stati i titoli di stato, anche se con qualche differenza rispetto al passato. A scegliere i titoli di stato sono stati non solo le famiglie e i piccoli risparmiatori, ma anche i fondi comuni di investimento e le banche.

133880748Dove hanno investito gli italiani nel 2013? Quali sono stati i prodotti finanziari che pur in un anno difficile hanno meritato la fiducia dei nostri connazionali in fatto di risparmi? E quali possono essere quindi le prospettive per l’anno che è appena iniziato?

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Dove hanno investito gli italiani nel 2013?

Nel corso di tutto il 2013 il prodotto finanziario che ha raccolto al meglio le simpatie degli italiani sono stati i titoli di stato, anche se con qualche differenza rispetto al passato. A scegliere i titoli di stato sono stati non solo le famiglie e i piccoli risparmiatori, ma anche i fondi comuni di investimento e le banche. Sulla base dei dati rilevati dalla Consob, infatti, nel mese di settembre scorso le banche e gli istituti di credito avevano scelto una esposizione al debito sovrano tra Bot e Btp pari al 10 per cento, mentre nel 2013 il valore era pari al 7 per cento. Come seconda scelta, invece, si trovano i Bund, i titoli di stato tedeschiche si sono mantenuti su livelli simili a tre anni fa.

Gli investimenti del 2013 e l’attività della Consob

Per le famiglie, invece, sempre sulla base della relazione della Consob, nel 2013 il 12 per cento di queste deteneva titoli di stato, come Btp, Bot e prodotti simili, in leggero ribasso rispetto all’anno precedente, in cui il valore era pari al 13 per cento e così anche nel 2007. A parte i conti correnti postali e i Buoni fruttiferi postali, sempre molto presenti all’ interno del portafoglio degli italiani, i titoli di stato rappresentano quindi una scelta massiccia nelle decisioni negli italiani.

I titoli di stato nel 2013 arrivano dunque allo stesso livello delle obbligazioni nella quota della reattività finanziarie che si pone poco sopra il 13 per cento.