Crisi in Banca Carige. La situazione si complica

di Daniele Pace Commenta

 Il CdA della banca perde i pezzi, e senza la possibilità di emettere obbligazioni, il risanamento dell’istituto è a rischio.

La situazione

Le acque di Banca Carige tornano ad essere agitate solo dopo qualche mesi di calma apparente. A rendere evidenti le problematiche sono le doppie dimissioni arrivati nel giro di due giorni, dell’amministratore indipendente Stefano Lunardi e del presidente Giuseppe Tesauro.

Quest’ultimo era entrato a far parte del cda nel marzo del 2016 dalla lista di famiglia di Malacalza, ovvero prima azionista della banca genovese con il 20,64%, mentre Lunardi era stato cooptato solo lo scorso anno, quando all’epoca era anche stato nominato amministratore delegato Paolo Fiorentino. Dopo le suddette dimissioni la presidenza dovrebbe passare al vicepresidente Vittorio Malacalza, in attesa di un consiglio di amministrazione straordinario che esamini la questione dettagliatamente e di una eventuale assemblea dei soci del cda.

Le motivazioni dell’ex presidente di banca Carige sembrerebbero “sopravvenute divergenze” relative alla governance ed alla gestione della banca. Dello stesso tenore sono state le ragioni di Lunardi, che ha spiegato che questa decisione è giunta alla luce del sussistere di motivi di dissenso e di divergenze con l’organo di governo e per quel che riguarda la gestione aziendale e la visione di governance.

Precedentemente la Bce aveva contestato a Lunardi lo svolgimento di troppi incarichi, problema che sembra essere risolto con le sue dimissioni.