Conti correnti: ecco chi sono i frequentatori delle banche

di Gianni Puglisi 1


I correntisti bancari che accedono all’Istituto di credito attraverso i canali diversi da quelli fisici, ovverosia Atm, Internet e telefono, sono in prevalenza giovani e residenti nei grandi centri urbani, mentre quelli che si appoggiano di norma alla filiale bancaria sono più adulti ma anche maggiormente legati al territorio di appartenenza. Questa, in particolare, in accordo con quanto riporta l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, è la fotografia che ha scattato con un indagine l’Associazione ed GfK Eurisko in merito all’identikit dei frequentatori delle banche e dei canali che queste offrono. E così, se il giovane metropolitano può essere definito come un correntista bancario “tecnologico”, quello più adulto e più legato al territorio è un cliente bancario “relazionale”. Dall’indagine ABI-GfK Eurisko, inoltre, è emerso come il canale bancario attraverso Internet e la sua diffusione a ritmi elevati non abbia comunque comportato una diminuzione dell’incidenza dei clienti/frequentatori della classica filiale bancaria che magari si trova a due passi da casa.

E così il cliente bancario “relazionale” nella metà dei casi ha un’età superiore ai 45 anni e vive nei piccoli centri urbani d’Italia, mentre quello “tecnologico” nel 64% dei casi ha meno di 44 anni ed opera con i canali alternativi allo sportello fisico, ovverosia utilizzando l’Atm, meglio se evoluto con la possibilità di poter versare e di poter prelevare 24 ore su 24, in qualsiasi momento della giornata, il call center oppure l’Internet Banking.

E se il cliente “tecnologico” è mediamente più istruito, dall’indagine ABI-GfK Eurisko è altresì emerso come invece il cliente bancario mediamente più ricco sia quello “relazionale”. Nel complesso, la diffusione dell’inter-canalità dei clienti bancari procede comunque a grandi passi visto che nell’arco di cinque anni, dal 2005 al 2009, i clienti utilizzatori dell’Internet Banking, in accordo con quanto riporta l’Abi, sono cresciuti del 133% passando dal 12% del 2005 al 28% rilevato alla fine dello scorso anno.


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