Microcredito: crescita esponenziale in Italia

di Laura 1

Un aumento del 500% risulta un dato particolarmente significativo per una pratica diffusa, fino a poco tempo fa, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, ma che ha ormai preso piede anche in Italia. Il microcredito infatti nasce dalla difficoltà di accesso ai servizi finanziari alle persone in condizioni di povertà ed emarginazione. Nei paesi in via di sviluppo infatti non é facile accedere al prestito bancario a causa dell’inadeguatezza o della mancanza di garanzie reali e delle microdimensioni imprenditoriali, per questa ragione sono nate aziende che offrono microcredito rivolto quindi a microimprese in fase d’avvio o già costituite, a elevato rischio finanziario e con oggettive difficoltà di accesso al credito.

Il microcredito rappresenta oggi, e non solo per gli stranieri, un’opportunità per chi vive il dramma della precarietà di ripartire da zero – sottolinea Giuseppe Guzzetti, Presidente di Fondazione Cariplo e di Acri. Le fondazioni sono già attive da tempo in questo campo, spesso sostenendo con le erogazioni progetti di microcredito sociale promossi da enti nonprofit. La nuova frontiera è quella di utilizzare i patrimoni in investimenti coerenti: come è stato per Fondazione Cariplo, che con il recente Fondo Microfinanza 1 mette a disposizione 70 milioni di euro; una cifra significativa se confrontata coi livelli del portafoglio del microcredito attuale in Italia. L’anello che mancava.

La strategia del microcredito nasce in Bangladesh, circa 40 anni fa dall’idea e dalla volontà del prof. Muhammad Yunus, che crede nella possibilità di uscire dalla povertà attraverso la rivalutazione delle imprese “non-bancabili”. Dal bangladesh all’Italia: uno studio della Fondazione Giordano dell’Amore, fondazione che si occupa di temi legati ai paesi in via di sviluppo, ha rilevato che dal 2007 ad oggi la pratica del microcredito è quintuplicata in Italia. I beneficiari del microcredito in Italia sono soprattutto donne e immigrati e il prestito medio è di circa 6mila euro (9.641 euro è la media europea).

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