Il Decreto Mutui sarà in vigore dal primo giugno

di Sofia Martini Commenta

Numerosi gli effetti della nuova normativa: tra questi, la possibilità che la casa oggetto del mutuo venga venduta dalla banca dopo 18 mesi di rate non pagate. Per ciò che riguarda i contratti stipulati prima del 2 luglio, essi continueranno a essere soggetti alle normative in vigore sino al 1° luglio 2016.

Il Decreto in materia di mutui andrà in vigore a partire dal prossimo 4 giugno. Sarà applicabile ai contratti sottoscritti dal 2 luglio 2016.

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Numerosi gli effetti della nuova normativa: tra questi, la possibilità che la casa oggetto del mutuo venga venduta dalla banca dopo 18 mesi di rate non pagate. Per ciò che riguarda i contratti stipulati prima del 2 luglio, essi continueranno a essere soggetti alle normative in vigore sino al 1° luglio 2016.

L’applicazione effettiva del discusso articolo che dà alle banche la possibilità di vendere gli immobili per i quali non siano state pagate diciotto rate potrebbe tuttavia slittare agli inizi del 2017. Questo perché è dall’entrata in vigore del provvedimento, ovvero il 4 giugno, che partono i 180 giorni entro i quali il Ministero dell’Economia deve disciplinare le norme attuative. Ai 180 giorni sarà poi necessario aggiungere i tempi tecnici per rendere la misura obbligatoria.

Appare tuttavia facoltativa la cosiddetta clausola di inadempimento che fornisce alle banche la facoltà di vendere l’immobile dopo diciotto rate non pagate.  Tale clausola deve infatti essere accettata e sottoscritta dal consumatore in fase di stipula del contratto di mutuo.  Ed è proprio il timore che la postilla, da facoltativa, diventi una condizione alla quale la banca potrebbe subordinare l’erogazione del mutuo che impensierisce le associazioni dei consumatori. Per tale ragione è d’obbligo l’assistenza di un consulente nel caso la si volesse inserire nel contratto.

Il decreto statuisce anche che le banche abbiano un particolare riguardo nei confronti delle famiglie che si trovano in reale difficoltà. Fino ad oggi, la banca poteva avviare le procedure per la vendita all’asta della casa dopo sette rate non pagate. Un iter dai tempi molto lunghi durante i quali il valore della casa si poteva deprezzare di molto con il rischio che, una volta venduta, il ricavato non fosse sufficiente a estinguere il debito contratto.