Tassare la Banche? ABI contraria, Draghi rilancia con gli stress test

di Gianfilippo Verbani 1


 Le banche italiane, su cui “già pesa una pressione fiscale effettiva del 44%, fra le più elevate in Europa, sono contrarie all’introduzione di nuove imposte indipendentemente dalla loro finalità”. E’ la posizione dell’Abi, sull’ipotesi di una nuova tassa europea sugli istituti di credito. Il sistema bancario italiano, si osserva a Palazzo Altieri, “ha retto meglio degli altri ai colpi delle turbolenze dei mercati, come hanno riconosciuto più volte anche esponenti delle Autorità italiane e internazionali, senza pesare sul bilancio pubblico in termini di aiuti per far fronte alle difficoltà”. Il nuovo prelievo “ridurrebbe le risorse del sistema che ha garantito supporto a imprese e famiglie anche con le iniziative dell’avviso comune e della sospensione dei mutui dei nuclei familiari in particolari situazioni di difficoltà”. Dunque una nuova tassa “potrebbe avere effetti sulla capacità di finanziamento all’economia reale”.

Soddisfatto per la linea emersa a Bruxelles invece il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, che invoca maggiore trasparenza negli istituti di credito. “Sono lieto di vedere che in Europa c’è consenso sulla pubblicazione degli stress test. Sicuramente lo faremo anche in Italia. I paesi con delle buone banche hanno tutto da perdere a non rivelare qual è la situazione, mentre hanno tutto da guadagnare da questa maggiore trasparenza”. “Gli investitori vogliono maggiore trasparenza -continua Draghi- vogliono sapere dove stanno investendo e dove va a finire il loro denaro e cosa stanno acquistando. Non mostrare come si presenta la situazione delle banche è la maggiore fonte d’incertezza in Europa”.

Una linea su cui concorda l’ad di Unicredit, Alessandro Profumo, che boccia però senza mezzi termini l’idea di una nuova tassa sulle banche: è una proposta “profondamente sbagliata”. Quanto agli stress test, spiega che “per i paesi con banche forti, come l’Italia, è importante e una buona cosa”. L’ad di Unicredit, invece, si dice disponibile alla creazione di un fondo per intervenire in favore delle banche in difficoltà: “Finanziare un fondo è una cosa opportuna, che intervenga in casi di pre-insolvenza delle banche. Cosa diversa, invece, è una tassa che vada al bilancio dello Stato. Non lo trovo una cosa corretta. In Italia poi le banche già pagano più delle altre imprese”.


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