Rialzo dei tassi, è la paura a spingere lo spread

di Daniele Pace Commenta

All’interno della zona euro, ormai la preoccupazione è diventata una certezza, ovvero che l’aumento dei tassi si verificherà già nel corso del mese di giugno. Sono stati gli analisti di Goldman Sachs a sostenere come la Bce potrebbe prendere in considerazione non uno, ma almeno due interventi legati al costo del denaro.

In effetti, lo scenario è quello che vede numerose tensioni dominare il mercato dei titoli di Stato. Da notare come lo spread tra il Btp decennale lo stesso Bund tedesco arrivato a quota 167 punti rispetto a un rendimento pari all’1.93% nel giorno di venerdì della scorsa settimana, toccando le soglie massime dal mese di aprile 2020 ad oggi.

Invece, sempre la settimana scorsa, la riduzione fatta registrare da parte dei prezzi dei Treasuries non ha fatto altro che stimolare sempre di più il rendimento dei titoli di Stato a stelle e strisce, che sono volati sopra quota 2% per la prima volta a partire dal 2019.

Al giorno d’oggi gli spread hanno fatto registrare un forte incremento in un gran numero di Paesi in Europa, ma non per tutti. A sostenerlo è stato il Presidente del Consiglio Mario Draghi, che ha volutamente chiarito come l’Italia è uno di quei Paesi in cui l’incremento dello spread si è fatto sentire di meno.

Sempre lo stesso Draghi ha chiarito anche un altro aspetto, mettendo in guardia tutto il sistema, ovvero che in Italia, però, si parte da una base di spread decisamente più elevata e da un volume di debito pubblico chiaramente molto maggiore. Di conseguenza, sui conti italiani è necessario essere sempre vigili, così come sul debito, ma è necessario al contempo anche spendere con rigore e ragionevolezza.

In effetti, le parole di Draghi corrispondono alla verità, dal momento che gli spread si sono ormai estesi un po’ in tutto il Vecchio Continente. Ad esempio, in Grecia, in cui il rendimento dei titoli di Stato decennali ha fatto un vero e proprio balzo in avanti, toccando quota 2.64%. Spostandoci in Spagna, invece, ecco che un Bonos garantisce un rendimento pari all’1.18%, mentre in terra portoghese il bond decennale presenta un interesse pari all’1.13%.

Questi valori, in compagnia dei Btp italiani, sono quelli più alti dal punto di vista assoluto in tutta la zona euro, dal momento che si possono considerare il rischio di investire in tali nazioni per colpa di un aumento dei tassi. Certo, è innegabile che l’Italia è svantaggiata perché parte da un volume di debito pubblico decisamente superiore.