Le previsioni degli analisti sulle prossime decisioni della BCE

di Gianfilippo Verbani Commenta

Solo una piccola parte degli analisti intervistati, cioè all'incirca il 10 per cento, crede effettivamente che Mario Draghi, il Presidente della Banca Centrale Europea, voglia effettivamente dare luogo ad un nuovo quantitative easing come annunciato in precedenza.

Il prossimo 5 giugno 2014 la Banca Centrale Europea, BCE, sarà chiamata ad esprimersi, in seguito alla riunione del consiglio direttivo, sulle prossime mosse da prendere in fatto di politica monetaria e di deflazione. I prezzi, infatti, in Europa, non accennano a salire ancora e le misure dell’Eurotower potrebbero essere questa volta più incisive che in passato. 

E’ questo infatti che si aspetta la maggior parte degli analisti internazionali, i quali al 95 per cento sono favorevoli a prevedere un ulteriore taglio dei tassi di interesse, dall’attuale 0,25 per cento ad un futuro 0,10 per cento, e una imposizione di una piccola commissione di deposito, un interesse dello 0,10 per cento per le banche che vogliono mantenere le loro riserve di liquidità nei caveau di Francoforte.

La BCE pronta ad agire contro la deflazione e il credit crunch

Solo una piccola parte degli analisti intervistati, invece, cioè all’incirca il 10 per cento, crede effettivamente che Mario Draghi, il Presidente della Banca Centrale Europea, voglia effettivamente dare luogo ad un nuovo quantitative easing come annunciato in precedenza, con un grande acquisto di titoli di stato pubblici e privati sui mercati.

La BCE non esclude misure eccezionali e un possibile allentamento

Un nuovo quantitative easing nella situazione odierna, infatti, non porterebbe forse ai risultati sperati, primo fra tutti quello di risolvere il problema della deflazione e secondo quello del credit crunch, ovvero della difficoltà di accesso al credito e crisi della liquidità.

Il quantitative easing, inoltre, una misura che dovrebbe essere utilizzata per far scendere i tassi di interesse, avrebbe poco senso in un periodo in cui i tassi di interesse sono già su livelli molto bassi.