Pensioni 2022, ecco la rivalutazione e le correlate novità

di Daniele Pace Commenta

Per tutte quelle persone che si trovano in pensione sono previsti degli incrementi in relazione agli assegni già dal primo gennaio del prossimo anno. Infatti, è arrivata finalmente l’ufficialità in merito ai tassi e alle percentuali di aumento che andranno a condizione i relativi importi delle pensioni: ebbene, proviamo a comprendere meglio quale sia il loro valore e le correlate ragioni.

I nuovi tassi di aggiustamento che hanno ad oggetto le pensioni per il 2022 sono stati previsti in base a quanto dice la normativa per andare a riequilibrare le conseguenze che sono legate all’inflazione sui prezzi che, come è risaputo, per il 2022 è prevista particolarmente alta. Si tratta di un meccanismo che è meglio conosciuto con il termine di perequazione che, di conseguenza, va ad adattare il valore della pensione per fare in modo che il potere di acquisto si mantenga uguale.

C’è attesa per l’ok ufficiale da parte della Legge di Bilancio in riferimento al meccanismo di perequazione, mentre i tassi che si riferiscono al 2022 sono già ben risaputi. Proviamo a dare un’occhiata a quale sarà nello specifico il cambiamento in riferimento ai tassi per la perequazione delle pensioni.

La stima del tasso viene portata a termine con un indice medio dei prezzi al consumo per quanto riguarda le famiglie degli operai, ma anche degli impiegati. La rilevazione in termini ufficiali che è stata fatta da parte dell’Istat, ha trovato spazio in Gazzetta Ufficiale. Proprio da quello che è stato pubblicato si può notare come la percentuale di cambiamento che riguarda il calcolo relativo alla perequazione delle pensioni per il 2021 sia calcolata seguendo un aumento dell’1.7% a partire dal prossimo 1° gennaio 2022, salvo provvedere ad effettuare un conguaglio al momento della perequazione per l’anno che seguirà.

In base a quanto è previsto dalla normativa, l’incremento perequativo della pensione non è a disposizione di tutti, ma solo ed esclusivamente a quanti che rimangono al di sotto di un certo limite. Le fasce di rivalutazione che sono state rilevate sono ben tre. La prima riguarda gli assegni con un importo annuo più basso rispetto alle quattro volte il trattamento minimo, che comportano un diritto a una perequazione pari al 100%. Chi ha una pensione dall’importo compreso tra 4 e 5 volte il trattamento più basso potrà contare su una perequazione pari al 90%.