Mutui, ecco la situazione in seguito alle limitazioni della Fed

di Daniele Pace Commenta

Il mercato aveva già saputo attraversare una stretta importante in ottica di politica monetaria e ora non fa altro che aspettare e pazientare quelle che saranno le prossime decisioni che verranno prese da parte della Bce.

C’è da dire, però, che le previsioni che avevano dato in netta ripresa l’Euribor hanno reso molto più rapido questo processo e tutto questo ha necessariamente portato il vantaggio di poter passare dal tasso variabile a quello fisso.

In virtù del fatto che il mercato dei mutui aveva già provveduto ad assorbire la stretta proclamata da parte della Fed mercoledì scorso e, di conseguenza, ecco che i vari indici che hanno lo scopo di misurare il prezzo dei finanziamenti sul mercato del Vecchio Continente non ne hanno risentito in modo particolare, anche per via del fatto che aspettano che sia la Banca Europea a dichiarare le prossime mosse.

In ogni caso, non si può certo evitare di sottolineare come ci troviamo in una fase molto delicata, soprattutto per tante famiglie che sono sommerse dai debiti, nello specifico quelle che hanno sottoscritto dei finanziamenti dotati di tasso variabile. È chiaro che, in tal senso, il trend di aumento dei tassi, nonostante comunque la Bce cercherà di usare la massima prudenza e attenzione, si può facilmente notare.

Di conseguenza, ecco che potrebbero non rimanere poi molte chance di poter fare richiesta per dei tassi fissi, che comunque si trovano ancora in una situazione effettivamente vantaggiosa per chi ha sottoscritto un mutuo, provvedendo al contempo al bloccaggio della rata, nel caso in cui il piano di ammortamento sia ancora piuttosto lungo.

Se la domanda in riferimento ai mutui non ha visto grandi picchi nel 2021, tralasciando ovviamente la quota di giovani under 36 che hanno potuto sfruttare le diverse politiche di favore presentate dal Governo, in realtà si sta rivelando un po’ più dinamica nel corso delle prime settimane del 2022.

Una delle considerazioni più interessanti resta legata alla valutazione delle conseguenze legate alla dichiarazione che negli Usa il costo del denaro subirà un incremento dal mese di marzo in avanti. In tal senso, l’indice EURIBOR, nella maggior parte dei casi è uno dei primi che subisce effetti specifici in riferimento a modifiche a livello di politica monetaria. Se ancora non c’è stata effettivamente una reazione, il motivo è da ricercarsi semplicemente nel fatto che la curva delle aspettative per quanto riguarda l’EURIBOR aveva già subito un ricollocamento qualche mese fa.